Echeion RSS
venerdì, 18 agosto, 2017 7:10

A Milano The Visitors di Ragnar Kjartansson

thevisitros2Ha riaperto il 5 Dicembre, dopo alcune settimane di pausa, la mostra multimediale di Ragnar Kjartansson all’HangarBicocca, prodotta nel 2012 dal Migros Museum fur Gegenwartskunst di Zurigo e presentata a Milano a Settembre in occasione del festival MITO. Il titolo dell’esposizione, The Visitors, richiama il lavoro degli ABBA del 1981, infatti «The Visitors prende ispirazione dal loro ultimo album: in entrambi si parla di divorzio, di isolamento, di clamorose sconfitte e si ha la chiara sensazione che tutto stia per cambiare».

La mostra si sviluppa in uno spazio buio, illuminato solo dai nove schermi in cui l’artista stesso e altri sette musicisti suonano e cantano nelle varie stanze dell’enorme residenza ottocentesca di Rokeby degli Astor, una delle famiglie più importanti dello stato di New York. I musicisti – alcuni tra i personaggi di spicco del panorama musicale islandese – si trovano soli a suonare nella loro intimità, ma contemporaneamente sono collegati tra loro dalle cuffie che indossano.

I video sono registrati separatamente ma, nel momento in cui vengono proiettati nello stesso momento nell’esposizione, della durata di 64 minuti, acquisiscono tutto il loro significato d’insieme. Chi suona in cucina, chi nello studio, chi in salotto e chi in camera da letto con una donna seminuda e dormiente accanto, fino all’artista stesso che canta e suona la chitarra nella vasca da bagno della villa fatiscente.

Ma cosa suonano in momenti diversi e all’unisono? thevisitorsIl punto di partenza di tutta l’opera è la poesia dell’artista islandese ed ex moglie di Kjartansson, Asdìs Sif Gunnarsdòttir, Feminine Ways, sulla polivalenza della femminilità. La poesia, semplice e malinconica, viene messa in musica in un coro di voci e strumenti a volte triste e sommesso, a volte più aggressivo.

Kjartansson racconta l’individualità e la solitudine e nello stesso tempo il gruppo e l’amicizia, in un clima intimo e a tratti mistico, con artisti bohemien in un luogo ormai decadente, che ha solo le tracce del lontano passato glorioso. Nelle scene finali i musicisti escono dalle loro stanze e abbandonano la casa, perdendosi nel cielo grigio circostante ma continuando sempre a cantare, lasciando lo spettatore solo, attorniato dalle stanze ormai deserte della villa.

La mostra, che rimarrà aperta fino al 5 Gennaio, si può visitare dal giovedì alla domenica dalle ore 11 alle ore 23 ad ingresso libero. Per ulteriori informazioni consultare il sito www.hangarbicocca.org.

Erika Cioffi

Ti è piaciuto? Condividilo con i tuoi amici

Condividi

Che cosa ne pensi?