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sabato, 19 agosto, 2017 10:55

“Conta l’Idea, basta un taglio”: Lucio Fontana alla conquista di Parigi

“Conta l’Idea, basta un taglio”: Lucio Fontana alla conquista di Parigi

Ambiente spaziale a luce nera 1948-1949Si può certamente ben dire che uno degli emblemi dell’arte del XX secolo sia senza dubbio l’iconico taglio sulla tela di Lucio Fontana. Quale migliore occasione, dunque, per vedere una retrospettiva, ormai quasi in dirittura di arrivo, a lui dedicata,con più di 200 opere in tutto il loro splendore, se non quella che offre il Mam -Musée d’Art moderne de la Ville de Paris? Infatti dopo più di venticinque anni dall’ultima celebre rassegna al Centre Pompidou del 1987, la “ville lumière” ha ospitato fino al 24 agosto una panoramica tra le più complete mai realizzate sull’artista italiano. La mostra offre l’occasione d’oro per poter fare un excursus sull’opera e sulla vita dell’artista poliedrico che è stato Fontana, cogliendolo nella pienezza della sua opera, che va al di là, certamente, dei celeberrimi Tagli.

Formandosi come allievo di Adolfo Wildt, nell’ambito della scultura simbolista e in un contesto come quello della galleria milanese Il Milione, l’artista nato in Argentina nel 1899, si volge ben presto a uno stile figurativo considerato “primitivo” per i numerosi e fecondi riferimenti all’Antichità.

La svolta decisiva avviene nel 1935 con la Prima mostra collettiva di arte astratta italiana ma ancor di più con la nascita del Movimento Spaziale nel 1947, evento che dà una sterzata epocale al concetto di arte concepito in Italia fino a quel momento. Tutto concorre al superamento dei generi espressivi tradizionali: il rinnovamento delle tecniche, la crescente curiosità nei confronti dell’idea di progresso (dalle sue opere emergerà costantemente la fascinazione che il cosmo esercita su Fontana), la preminenza dell’idea sulla materia, la sintesi tra colore, suono, movimento, spazio, il dinamismo del gesto.

Struttura al neon per la IX Triennale di Milano - 1951Il resto è storia: al 1949 risalgono i Buchi e nel 1957 i Tagli. La tela rimane sempre il supporto preferito, seppur sventrata, grazie alla violenza del gesto che apre a nuove percezioni spaziali. La superficie adesso non è più semplicemente bidimensionale ma lascia passare la luce, si fa modellare dalle ombre, si increspa, si colora, rivela un oscuro di fondo che emerge, invita alla riflessione.

Con Nature, le enormi sfere in bronzo modellato tramite buchi e fessure realizzate nel biennio 1959-1960, arriva al culmine quella sensualità già presente negli iterati Concetto spaziale: Attesa mentre già con la struttura al neon realizzata per la IX Triennale di Milano del 1951 ottiene la consacrazione totale.

Certamente si può concludere pensando all’inesauribile capacità di Fontana di rinnovarsi nel suo intento costante di prendere le distanze da una tradizione ormai sorpassata e al suo essere emblema e ispirazione per le generazioni di artisti venute dopo di lui – giusto per citare alcuni esempi: gli esponenti dell’Arte povera in Italia, Piero Manzoni, Yves Klein, il Gruppo Zero e non per ultimo Maurizio Cattelan. In fin dei conti come egli stesso amava dire: “Conta l’idea, basta un taglio”.

Serena Mascoli

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