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giovedì, 17 agosto, 2017 11:21

I Bronzi di Riace son tornati

bronzi di riaceTutti possono fare visita, ormai, ai Bronzi di Riace, simbolo e vanto della regione Calabria, che sono finalmente tornati nella loro sede originaria, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dopo ben quattro anni di assenza.

È la notte del 5 dicembre quando le due statue, di poco più grandi di due uomini, vengono trasportate nella massima sicurezza al museo, all’interno di due casse con appositi sistemi ammortizzanti, in un camion speciale, scortato ovviamente dai Carabinieri. Alcuni mesi di anticipo nel loro ritorno, che hanno fatto di sicuro piacere, se si considera il tempo infinito per cui si sono prolungati i lavori di ristrutturazione del museo, che hanno confinato per anni i Bronzi nella sede del Consiglio Regionale della Calabria, nascosti dal pubblico e dai visitatori.

Il 21 Dicembre è stato possibile inaugurare la riapertura del nuovo museo Magna Grecia, con la presenza del governatore della Regione Scopelliti e chiaramente del ministro dei Beni e delle Attività Culturali Massimo Bray, che con il suo interessamento ha dato un grande contributo alla realizzazione di questo importante progetto, che sembrava non finire più.

Il successo c’è stato: file e file di visitatori da tutta la Calabria davanti all’entrata del museo per visitare i Bronzi ritornati, anche di notte, quando il 28 Dicembre, in occasione della sesta edizione dell’evento Una notte al museo, le due statue hanno visto 4000 persone in coda fino a mezzanotte.ritrovamento riace

Ma per chi non conoscesse la storia dei mitici Bronzi di Riace, basti sapere che non è poi così tanto tempo che sono parte integrante e simbolo della regione calabrese e dell’Italia intera, infatti il loro ritrovamento risale a non più di quarant’anni fa, nell’agosto del 1972, quando un giovane sub romano si immerge nel Mar Ionio a 300 metri dalla costa calabrese, nei pressi di Riace, e trova per puro caso la statua A e la statua B a otto metri di profondità, conservate egregiamente. La loro storia però nasce da molto prima dell’adozione italiana: sono opere originali greche, magno greche o siceliote del V secolo a.C.

Ma niente paura, le due opere di inestimabile valore e di grande importanza per un nuovo impulso alla Regione, vengono conservate al museo con tutti gli accorgimenti: un percorso di depurazione mantiene sempre costante il clima dei Bronzi e una protezione antisismica ha il compito di preservarli, qualsiasi cosa accada, in posizione eretta, per scongiurare il pericolo di danni. Chi fosse interessato a saperne di più, può visitare il sito ufficiale de Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Erika Cioffi

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