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venerdì, 18 agosto, 2017 6:50

Il tesoro sepolto in soffitta

Il-tesoro-di-HitlerUna scoperta straordinaria ha sconvolto la città di Monaco: nell’appartamento di Cornelius Gurlitt, figlio del gallerista Hildebrand Gurlitt, dietro a semplici scatole di fagioli era sepolto un tesoro nascosto: il “tesoro di Hitler”.

Com’è risaputo, negli anni della dittatura hitleriana furono confiscate numerose opere d’arte che la Convenzione di Washington del 1998 si prefisse di recuperare, furono ben quarantaquattro i paesi che vi aderirono e ognuno di essi partecipando s’impegnò a restituire le opere in proprio possesso. La questione così s’infittisce, perché quelle opere d’arte non furono a suo tempo restituite? E qual è il ruolo di Gurlitt in tutto ciò?

Sicuramente la vicenda porterà a sviluppi futuri ora ignoti, per il momento tutto quello che si sa è da attribuire al resoconto del magazine Focus, che ha svelato la notizia. Il settimanale rivela che i dipinti sarebbero stati ritrovati già due anni fa, dopo che il figlio del collezionista Gurlitt fu fermato dalla polizia su un treno tra la Svizzera e Monaco, con le tasche colme di contanti, episodio che ha generato i sospetti delle autorità e che portò alla perquisizione dell’appartamento dell’uomo.

La scoperta ha portato alla luce ben 1500 opere requisite durante il nazismo, opere che in un primo momento furono classificate come appartenenti all’”arte moderna”, ma che dagli ultimi aggiornamenti si sono rivelati essere di tutt’altra epoca. Si parla di dipinti di Picasso, Toulouse-Lautrec, Courbet, Beckmann e Liebermann. È grazie alla storica dell’arte Meike Hoffmann, della sezione di ricerca “arte degenerata” della Freie Universitaet di Berlino, che è stata identificata l’appartenenza dei quadri, la Hoffmann ha collaborato alle indagini per rintracciare la collezione del Fuhrer e attualmente sta svolgendo le perizie per autenticare i capolavori ritrovati. hitler

La comunità ebraica reagisce al ritrovamento con una certa disapprovazione, causata dal fatto che la notizia è stata celata per oltre un anno, per questo motivo il Congresso mondiale ebraico (Wjc) ha sollecitato il governo tedesco ad una maggior trasparenza, ora che la vicenda è uscita allo scoperto. Ed ecco che la risposta delle autorità bavaresi non si è fatta attendere: due giorni fa è stata resa nota la lista dei primi 25 quadri, fra i quali figura una stampa di Antonio Canaletto oltre a dipinti di Matisse, Chagall, Delacroix,e Renoir.

I quadri sono stati messi in rete per favorire il processo di restituzione, in favore degli eredi delle famiglie ebree perseguitate durante il nazismo; le richieste sono state moltissime da quando i quadri sono online e le autorità tedesche fanno sapere che il lavoro di verifica verrà svolto in tempi rapidi, forse per cercare di rimediare al danno fatto tenendo tutta questa vicenda all’oscuro e per potersi riscattare dalle forti critiche subite. La vicenda è ancor lungi dall’essere risolta, resta da dire che la Shoa è un capitolo della storia del mondo che mai sarà risolto.

Lorenza Giovanardi

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