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martedì, 22 agosto, 2017 6:51

La fortunata cinquina del Campiello

premio-campiello-2013« Il Campiello è nato per scommessa, è nato con il preciso intento di occupare determinati spazi. Gli spazi culturali di cui gli imprenditori si curavano poco ». Esordì in questo modo Pilade Riello, parlando del Premio Campiello, nell’intervista tratta dal Gazzettino del 28 agosto 1982.

Il famoso Premio veneziano, nato nel 1962, fu istituito da un gruppo di industriali veneti con l’intento di « ritagliare un preciso spazio per l’imprenditoria veneta nel mondo culturale italiano », come recita il sito ufficiale. Ad oggi il Campiello è uno dei premi più prestigiosi d’Italia, con il quale gli imprenditori vogliono sottolineare la loro presenza e la loro attenzione verso il mondo della narrativa italiana.

Quest’anno si è svolta la 51ª edizione e Sabato 7 Settembre, per la prima volta nella storia del Campiello, è stata trasmessa su Rai 5 la finale, nell’affascinante Teatro della Fenice di Venezia. La rosa dei cinque finalisti del premio è stata selezionata dalla Giuria dei Letterati, il cui Presidente era lo psichiatra padovano Paolo Crepet, ma il vincitore assoluto nella serata di Sabato è stato decretato dalla Giuria Popolare, 300 lettori anonimi di cui: 29 casalinghe, 50 imprenditori, 97 lavoratori dipendenti, 74 liberi professionisti e rappresentanti istituzionali, 33 pensionati e 23 studenti.

Giovanni-cocco-la-cadutaGiovanni Cocco, nato a Como nel 1976, fa parte dei finalisti, è l’autore del libro La caduta (Nutrimenti), con il quale ha voluto raccontare la crisi dell’Europa Occidentale attraverso i fatti di cronaca avvenuti negli ultimi dieci anni. In un’intervista Cocco ha affermato di voler trattare tematiche solitamente assenti nella narrativa italiana, per fare questo si è ispirato al romanzo americano del ‘900, e quindi ad autori come Steinbeck, Twain, Fitzgerald e infine Hemingway. L’autore dichiara che La caduta è un libro con il quale egli ha avuto la necessità di raccontare un mondo allo sfacelo, per concludere però con un messaggio di profonda speranza. Infatti esiste una sorta di riscatto che gli americani chiamano “redemption” ed è l’atto di alzarsi dal letto la mattina e avere voglia di cambiare le cose, perché l’individuo ha la fortuna di avere con sé sempre una grande risorsa, che è l’atteggiamento mentale con il quale può decidere di fare la differenza. Cocco, attraverso gli eventi catastrofici descritti nel suo libro, parte dalla realtà per decodificarla ed offrire allo spettatore un punto di vista privilegiato sul mondo, accreditando così il suo stesso pensiero secondo cui la narrativa si nutre della consapevolezza di ciò che ci circonda.

geologia-di-un-padre-magrelliAltro finalista è Valerio Magrelli, nato a Roma nel 1957, che partecipa al premio con il suo Geologia di un padre, edito da Einaudi. Il suo libro è un collage di testi, annotazioni, pensieri, poesie ed immagini del padre, una prosa completamente libera che sembra « trascini nel suo corso tutto ciò che trova », come dichiara l’autore. Magrelli descrive il padre come un essere sacro, un re, come il migliore dei padri e cerca, nel suo libro, di decifrare il loro legame attraverso diverse somiglianze, per finire con l’affermare che nella vecchiaia inizia il mimetismo, « più invecchio e più assomiglio a mio padre. (…) Lui rappresenta un modello di contrasti con cui confrontarsi ».

tentativi-di-botanica-degli-affetti-beatrice-masiniProseguiamo con una donna, Beatrice Masini, classe 1962, che ha scritto Tentativi di botanica degli affetti. Originaria di Milano, l’autrice ha esordito come giornalista per poi passare alla narrativa per ragazzi, il libro che concorre al Campiello è il primo romanzo per adulti scritto dalla Masini. La sua è la storia di una fanciulla di inizio ‘800 che si sposta dal Veneto a Milano; artista in erba, viene incaricata da un poeta di ritrarre le piante della sua tenuta, alle quali è molto affezionato. Quest’opportunità farà sì che Bianca, la protagonista, venga catapultata nella vita complessa di una famiglia milanese, e nella grande casa, tra i numerosi personaggi del romanzo, la ragazza cercherà di far luce su un segreto che la famiglia vuol ardentemente tener nascosto. Alessandro Manzoni è il punto di partenza della storia di Beatrice Masini, che inizia documentandosi su di lui, sulla sua famiglia e sulla sua passione per la botanica, grazie all’aiuto di numerosi saggi. Bianca rappresenta « una ragazza di tutti i tempi che vuole trovare il proprio posto nel mondo (…) donna che non si arrende, ferita dalla vita, ma capace di rialzarsi e andare avanti », queste le parole dell’autrice nel descrivere la sua eroina.

fabio-stassi-l-ultimo-ballo-di-charlotPoi c’è Fabio Stassi e il suo L’ultimo Natale di Charlot (Sellerio), l’autore di origini siciliane, vive a Viterbo e lavora a Roma come bibliotecario. Il protagonista del suo libro è Charlie Chaplin, che a Natale riceve la visita della Morte, ma riesce a fare un patto con la Vecchia Signora, se Charlie sarebbe riuscito a farla ridere allora lei gli avrebbe concesso un altro anno, e così sarebbe stato il Natale successivo. Charlie infatti vuole vivere il più a lungo possibile e trascorrere più tempo col figlio di nove anni. Al figlio nel frattempo scrive una lunga lettera, dove racconta tutto ciò che non aveva mai rivelato della sua vita, della sua infanzia, di come nacque un giorno Charlot, il Vagabondo. È un «romanzo costruito allineando capriole, con tutta una serie di rovesciamenti », queste le parole dell’autore, specchio di un pensiero secondo cui la letteratura deve ribaltare, rovesciare la realtà, perché per restituire significato alle cose bisogna ribaltarle. Stassi dichiara di aver voluto scrivere una storia sulla speranza, sulla vita, che è perdita, ma che nonostante tutto vale la pena di essere vissuta.

l-amore-graffia-il-mondo-ugo-ricciarelliUltimo, ma non ultimo, Ugo Riccarelli con L’amore graffia il mondo, edito da Mondadori. Il libro racconta la storia di Signorina, donna capace di unire la potenza, la forza e la tenacia, con la capacità di creare la bellezza, convinta che l’amore e la bellezza possano tenere insieme ogni cosa. Questa « è la storia di un’eroina di tutti i giorni, della quotidianità », come la definisce lo stesso Ricciarelli; è la storia di tutte quelle donne che hanno cambiato i loro progetti, la loro vita, in favore dell’amore per la famiglia. La forza e la tenacia sono le caratteristiche di Signorina, ma ciò che la contraddistingue di più è il sacrificio, il fulcro centrale di tutto il romanzo. Ma l’amore costa, fa male, « l’amore graffia, riga la pelle » dice l’autore. Il libro racconta in qualche modo una saga famigliare, tanti personaggi che Signorina ama e vuole tenere insieme con il suo amore, ma che le costerà il suo sogno, e cioè quello di creare la Bellezza. Secondo l’autore, Signorina rappresenta tutte le donne che ogni giorno affiancano l’essere madri col desiderio di realizzare la propria personalità e il proprio talento, una battaglia durissima, fatta di sensi di colpa e di rinunce, ma sempre e comunque portata avanti con l’Amore.

Sabato 7 Settembre si è svolta la finale del Premio Campiello 2013, ha vinto l’ultimo ma non ultimo, il libro dedicato alle donne, L’amore graffia il mondo di Ugo Ricciarelli, morto il 21 Luglio scorso per una malattia, con 102 voti della Giuria popolare. Ha vinto l’Amore di un uomo, per il sacrifico di tutte le donne.

Lorenza Giovanardi

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