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lunedì, 1 maggio, 2017 12:41

Vite nell’Ombra, il romanzo d’esordio di Susanna Ciucci

vite nell'ombra«Sono alle primissime armi. E so che oggi per un esordiente è difficilissimo farsi notare dalle case editrici.» Traboccano di realismo queste prime parole che scambiamo con Susanna Ciucci, su una panchina davanti alla basilica di Sant’Ambrogio, a Milano. Lei, studente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha appena pubblicato il suo primo libro, “Vite nell’ombra”, «scritto in due anni, fra la quinta liceo e il primo anno università». Poi tre anni di attesa, sperando in una risposta degli editori alle sue mail. Oggi la decisione di aprire il cassetto e tirare fuori il suo lavoro. Disponibile ora in formato eBook su Amazon, e su tutti gli altri bookstore online.

“Vite nell’ombra” è un romanzo, è la storia di un locale, ”Disturbia”, chiara metafora della società odierna: un mondo al contrario, dove ambizione, sete di potere e successo la fanno da padrone, dominatrici incontrastate, personificate dagli 

susanna ciucci

“angeli della notte”, le donne che lavorano a “Disturbia”. La natura del locale non è mai esplicitamente dichiarata, come non lo è il fine di chi, i clienti, entra a contatto con gli angeli della notte. Ambiguità che rivela la perversione morale e, in definitiva, l’inconsistenza esistenziale di una realtà, affatto metaforica.

A ciò non sfugge nemmeno la protagonista, senza nome affinché tutti possano identificarsi. Nel paradosso entra anche lei, costantemente divisa tra la sete di successo e la propria dignità, estranea ma pur sempre attratta da un sistema che tutti avvolge e tutti conquista, eliminando dubbi e domande, mettendo a tacere le coscienze. Non è solo l’ambizione a spingerla verso l’eccesso, ma anche “Lui”, misterioso burattinaio che si nasconde dietro le quinte di Disturbia, capo incontrastato, diavolo tentatore o più laica tentazione a cui volentieri cediamo.

Non è dato sapere nemmeno come e perché la protagonista si ritrovi a “Disturbia”: «Nemmeno noi – spiega Susanna – sappiamo perché viviamo in una società come quella di oggi.»

Seguendo il filo rosso che collega le vicende del romanzo, cioè la voglia di primeggiare – senza se e senza ma, per scalare la gerarchia della perversione – si arriva all’evento rivelatore, la crisi di coscienza di una donna, che vuole liberarsi da un circolo vizioso e trovare una via d’uscita, anche grazie all’amore sincero e disinteressato di Michele, antitesi dell’onnipresente “Lui”.

È la ripresa di possesso di sé, a cui ciascun lettore è chiamato, la riscoperta del proprio Io contro ogni influenza esteriore, un richiamo alla realtà a una decisione meditata sul bene e il male.

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