Echeion RSS
sabato, 19 agosto, 2017 3:44

Alan Friedman e le mosse di Re Giorgio

napolitano-ombraSono alcune sinistre rivelazioni apparse sul Corriere della Sera lo scorso 10 febbraio, a scuotere ed  allarmare ancora una volta l’inquilino del Quirinale, già da tempo sospettato di perseguire un operato poco trasparente e poco rispettoso delle prerogative costituzionali. Alla richiesta di impeachment formalizzata dal Movimento 5 Stelle al Parlamento in data 30 gennaio, successivamente respinta, si aggiungono, difatti, ulteriori critiche in occasione della presentazione del libro del giornalista americano Alan Friedman, dal temerario titolo Ammazziamo il Gattopardo (Rizzoli).

Con il suo originale e simpatico italiano sbiascicato, Friedman rivela in queste pagine e, in particolare, attraverso i contenuti pubblicizzati dal Corriere, che «stando ad alcune testimonianze autorevoli (fra cui quelle di Romano Prodi, di Carlo de Benedetti e dello stesso Mario Monti) già nell’estate del 2011 Napolitano avrebbe prospettato a Monti la possibilità di diventare Presidente del Consiglio». Parole serie queste, che lascerebbero intendere come il Capo dello Stato avesse previsto il passaggio al governo dei tecnici, guidato dal “Professore” bocconiano, già prima di un’ufficiale crisi parlamentare dell’esecutivo di Berlusconi, il quale si dimise soltanto nel novembre 2011.

monti-berlusconiTuttavia, Napolitano smentisce prontamente, con una lettera indirizzata al direttore del Corriere. Definisce «fumo e solo fumo» qualsiasi ipotesi di complotto e prematuro intervento, giustificando i suoi contatti con Monti dell’estate 2011 (che dunque ci sono stati) come semplici segni di apprezzamento e stima, ritenendolo «prezioso punto di riferimento per le sue analisi e i suoi commenti di politica economico-finanziaria (nonché) risorsa da tener presente e, se necessario, da acquisire al governo del Paese». Normalità e riservatezza più assoluta, insomma, sono le risposte del Colle.

napolitano-re-giorgioAl di là delle accuse di complottismo e addirittura di colpo di Stato subito rivendicate da alcuni partiti, questa vicenda potrebbe intendersi, piaccia o meno, come un’ulteriore conferma oggettiva di un insolito atteggiamento di primo piano, nelle questioni di governo, dell’attuale Presidente. I suoi moniti, i suoi anticipati pareri, le sue auspicate direttive hanno sempre più direttamente influenzato, infatti, le scelte politiche dell’esecutivo e, in alcuni casi, del Parlamento stesso, lasciando così intravedere, ad osservatori e studiosi del panorama istituzionale, un sempre più probabile azzardo di presidenzialismo. Fantapolitica? Può darsi, ma proprio ora, sebbene non ci sia una “legale” crisi di governo (dato che non vi è stato alcun passaggio parlamentare), Re Giorgio prosegue i suoi piani, preparandosi a nominare (combinazione) un nuovo Presidente del Consiglio.

Loris Guzzetti

Ti è piaciuto? Condividilo con i tuoi amici

Condividi

I Topic trattati

Che cosa ne pensi?