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lunedì, 21 agosto, 2017 5:08

Berlusconi decaduto: che succede ora?

silvio-berlusconi-condannato-in-cassazioneSono le 18.40 quando l’Ansa batte l’agenzia più importante di tutta la giornata: «Silvio Berlusconi è fuori dal Parlamento. L’aula del Senato vota per la decadenza». Il voto di pochi minuti prima arriva a quasi quattro mesi dalla condanna in via definitiva per frode fiscale emessa dalla Corte di Cassazione il primo agosto. Il Senato è stato chiamato a votare dopo il pronunciamento della Giunta per le elezioni, che in applicazione della legge Severino del 2011 si era espressa a favore della decadenza del Cavaliere dal seggio di Palazzo Madama.

berlusconi-votaSecondo la “Severino” chiunque abbia sulle spalle una condanna in via definitiva superiore ai 2 anni deve lasciare “immediatamente” il Parlamento, ma secondo i senatori di Forza Italia (ancora Pdl all’epoca dei fatti) la legge non poteva essere applicata nel caso di Berlusconi, perché non retroattiva: anche se la condanna è successiva alla legge (votata anche dal Pdl), i fatti contestati risalgono a prima. Tuttavia questa interpretazione non ha mai trovato ragioni all’interno del Palazzo, e in ogni caso non avrebbe fatto altro che prolungare l’agonia del Cavaliere, che a mesi vedrà l’interdizione dai pubblici uffici confermata in Cassazione, e a quel punto sarebbe decaduto comunque.

Forza Italia già ieri aveva abbandonato la maggioranza per dissenso sulla Legge di Stabilità, ponendo fine, nello spirito, al governo di larghe intese, ora ridotto a una coalizione fra Pd, Scelta Civica e Nuovo Centrodestra. Ma come abbiamo già scritto, la stabilità è del tutto relativa, con i tre maggiori leader politici, Berlusconi, Renzi e Grillo, fuori dal Parlamento.

silvio-berlusconi-condannatoLa sensazione che si ricavava davanti alla diretta contemporanea della seduta del Senato e della manifestazione indetta da Berlusconi a Palazzo Grazioli, era di un’attesa svuotata di senso, inerzia verso un voto già scritto. La miglior rappresentazione è stata proprio il discorso del Cavaliere ai suoi elettori: chi si aspettava un Berlusconi rampante, tutto all’attacco, specie dei transfughi del Nuovo Centrodestra, è rimasto deluso. Il leader di Forza Italia ha infatti ripetuto il discorso del Consiglio Nazionale, aggiungendo solo i ringraziamenti alla piazza che lo ha sempre sostenuto. Tra gli striscioni tutt’altro che amichevoli verso i “traditori” e le senatrici vestite di nero, a manifestare il lutto per la democrazia (questo l’intento), Berlusconi non lascia però la politica. La storia insegna che i suoi avversari non devono mai darlo per morto, ma è anche vero che sia fisicamente, sia psicologicamente, l’ex premier sembra assai più debole che in passato. E in primavera sono attesi altri appuntamenti. In tribunale. 

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