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Chi è Carlo Rubbia, nuovo senatore a vita

2 settembre 2013 Attualità, Hot News

La scienza al potere. Così si potrebbe, scherzosamente, definire la nomina di Carlo Rubbia a senatore a vita decisa da Giorgio Napolitano il 30 agosto. Non esattamente un ragazzino, il professor Rubbia compirà a marzo 80 anni e rappresenta certamente uno dei massimi esponenti della comunità scientifica italiana.

carlo-rubbiaFisico di fama internazionale e insignito del Premio Nobel per la sua materia nel 1984 (lo ricevette insieme al collega Simon van der Meer) grazie alla scoperta delle particelle che sono responsabili dell’interazione debole, cioè i bosoni vettoriali W+, W− e Z, Rubbia ha lavorato per oltre trent’anni al Cern di Ginevra, il più importante centro di ricerca europeo specializzato nello studio delle alte energie e il più grande laboratorio del mondo che investiga sulla natura delle particelle, divenuto celebre qualche mese fa soprattutto per la dimostrazione dell’esistenza del bosone di Higgs, ribattezzato la particella-Dio.

Presidente dell’Enea per sei anni (dal 1999 al 2005), il neo senatore lasciò la carica più importante dell’Ente per le Nuove Tecnologie, l’Energia e l’Ambiente (questo significa l’acronimo) a causa di continue frizioni con il Consiglio d’Amministrazione dell’epoca, per le quali accusò l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che, secondo Rubbia, stava «Umiliando la ricerca italiana».

rubbia-computerSia Il Fatto Quotidiano che Il Giornale hanno definito la nomina dei nuovi senatori a vita come a favore dell’attuale governo: la testata di Travaglio vede infatti i quattro “saggi” scelti da Napolitano come una piccola assicurazione per l’esecutivo Letta, che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) trovare in Abbado, Rubbia, Piano e la Cattaneo un ulteriore appoggio per rafforzare la maggioranza in Senato. Del medesimo avviso è anche il quotidiano milanese di proprietà della famiglia Berlusconi, anche se, com’è logico, esprime lo stesso concetto attraverso un’ottica che vede le nomine come un nuovo ostacolo a un’ennesima discesa in campo dell’ex leader del Pdl (nel caso del prof. Rubbia riesumando proprio l’episodio del 2005).

rubbia-senatorePosto che entrambe le testate hanno la loro porzione di ragione nel sottolineare questi lati delle nomine, almeno nel caso di Carlo Rubbia è però presente un aspetto che non è stato sottolineato a dovere, ben più importante (a dimostrazione di come spesso in Italia si perdano di vista cose più cruciali per la vita del Paese rispetto alla semplice politica). Trattandosi di un insigne scienziato che ha lavorato per tutta la vita a stretto contatto col mondo accademico, il fisico goriziano potrebbe arricchire il dibattito politico relativamente a un problema molto grave che da almeno un decennio affligge l’Italia: la cosiddetta “fuga dei cervelli” (di cui lo stesso neo senatore fu vittima a suo tempo).

Chiaramente è impossibile pensare che un solo nuovo senatore, per quanto stimato e autorevole sia, possa finalmente trovare una soluzione a una questione grave come la non valorizzazione delle giovani menti in ambito accademico. Tuttavia, la nomina di Rubbia può davvero essere un primo passo importante sulla questione e, chissà, magari aprire la strada anche al macro problema di cui la “fuga dei cervelli” è solo un aspetto: la disoccupazione giovanile. A patto però che si lascino da parte i discorsi politici: il futuro dell’Italia è ben più importante di astrusi calcoli sulla maggioranza.

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