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sabato, 21 gennaio, 2017 9:13

Poliziotti e politicanti… al servizio dei Casalesi

polizia-stato-italianaNon c’è cosa peggiore, nella vita, che tradire la fiducia delle persone a te care. In questo caso non ci sono rapporti personali diretti, ma il tradimento c’è eccome: perché alcuni poliziotti, insieme ad altrettanti politici e imprenditori del nord, facevano affari e scambiavano informazioni con la camorra, scadendo nel servilismo più becero che ci possa essere. In questo caso a essere traditi siamo noi cittadini, gli stessi che dovrebbero sentirsi difesi dalle forze dell’Ordine e addirittura rappresentati da persone come Franco Caputo e Cosimo Campagna, il primo a Palazzo Chigi e l’altro a Palazzo Madama.

Alcuni agenti in servizio presso la presidenza del Consiglio e la Camera dei Deputati, inoltre, sono stati arrestati per aver effettuato illegalmente alcuni accessi dai computer del Viminale, per soddisfare le richieste del clan dei Casalesi; a casa di Caputo, inoltre, sono stati trovati 60mila euro in contanti, oltre a tesserini della FIGC e numerose tracce di rapporti con personaggi che definire soltanto criminali è probabilmente riduttivo. In parte le intercettazioni erano già venute fuori, anche grazie all’ottimo lavoro svolto dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e dal sostituto Cesare Sirignano.

casalesiIl giudice, in particolare, contesta a Caputo anche l’aver condotto numerose operazioni con Ciro Manna – un carrozziere del Casertano in contatto con i Casalesi – il quale avrebbe bonificato, dalle microspie installate dalle forze dell’ordine, le auto degli affiliati al clan. Inoltre, nel dicembre 2012, Manna avrebbe chiesto all’amico poliziotto «di metterlo in contatto con personalità politico-istituzionali, in particolare un deputato del Pdl, al fine di risolvere suoi problemi con il Fisco».

Come specifica il pubblico ministero nell’ordine di perquisizione, quel politico sarebbe Roberto Speciale, eletto parlamentare dopo essere stato generale della Guardia di Finanza. «La polizia giudiziaria accertava che Caputo, insieme a Manna, coltivava numerosi rapporti con facoltosi imprenditori e uomini politici», è quello scritto direttamente dal Gip, che poi successivamente ha rincarato la dose dichiarando che «non disponendo di credenziali per accedere al Ced della Polizia, Caputo si rivolgeva all’amico Campagna e, in occasione del costituendo Partito Cristiano Popolare, Caputo contattava Manna prospettandogli la possibilità di ottenere benefici in cambio di voti».

casalesi-manetteL’onestà intellettuale dovrebbe essere una qualità imprescindibile per ogni servitore dello Stato, e in un periodo di sfiducia nei confronti della politica – come quello attuale – tutti gli sforzi dovrebbero essere profusi per cercare di alzare il consenso nei propri confronti: c’è chi lo fa con la campagna elettorale, e chi comprando voti dalla camorra.

Alessandro Lelli

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