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sabato, 19 agosto, 2017 10:40

Caso Stamina: Vannoni rinviato a giudizio

davide_vannoniDavide Vannoni, il presidente della Stamina Foundation, la più che nota cura sperimentale travolta da mille e più polemiche nel corso di questi ultimi tempi, il 7 febbraio è stato rinviato a giudizio con l’accusa di tentata truffa alla Regione Piemonte. Decisione presa dal giudice per le indagini preliminari di Torino, Luca Del Colle. Il processo inizierà il 3 aprile di quest’anno.

La vicenda risale al 2008, quando Vannoni tentò di ottenere dalla Regione Piemonte un finanziamento da 500mila euro per realizzare un laboratorio per la ricerca sulle cellule staminali. L’aspetto incriminato? Le carte presentate dal guru di Stamina, in realtà, non erano in regola. Come infatti sostiene il pm Giancarlo Avanti Bassi, Vannoni al tempo si era presentato come fondatore dell’associazione «Medicina Rigenerativa», madre della futura Stamina Foundation, che in realtà non era iscritta nell’elenco delle Onlus (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale). Sprovvisto di adeguati requisiti scientifici inoltre, aveva dichiarato di aver riunito un comitato scientifico che in verità non esisteva, così come i sei pazienti presentati nel progetto di sua pura immaginazione. Il finanziamento venne suddiviso in due parti, una da 350mila euro e l’altra da 150mila. La delibera, firmata e protocollata senza troppi impedimenti, venne poi bloccata in extremis dalla giunta Bresso.

vannoni-stamina«Speravo che la vicenda si risolvesse già oggi, vuol dire che dimostreremo in dibattimento la mia innocenza. Sono assolutamente sereno», replica Davide Vannoni. «Non sono io a dire che non ho commesso il reato, a parlare sono i documenti e li porteremo in dibattimento». Insieme al proprio avvocato Roberto Piacentino, il presidente della Stamina Foundation è deciso a mettere la parola fine alle inchieste giudiziarie e alle troppe discussioni che spesso e volentieri lo vedono protagonista. Egli, come più volte affermato, ha intenzione di pensare solo ai suoi pazienti: «Stanno cercando in tutti i modi di fermarci, ma non abbandoniamo i pazienti: ci sono 150 persone che hanno diritto di curarsi con Stamina e sono in lista d’attesa. Spero che questa decisione del Gip non inferisca con la battaglia che stiamo portando avanti per curare i pazienti. Ci sono i malati in cura e quelli che hanno vinto una causa e aspettano di potersi curare: la nostra battaglia è per loro e non ci fermeranno mai».

La fondazione Stamina, che ha sede a Brescia, oltre a creare diatribe in ambito scientifico, mediatico e culturale, sostiene di aver trattato con successo più di 80 pazienti, affetti da malattie degenerative come il Parkinson, Alzheimer e patologie che colpiscono il sistema nervoso e l’apparato muscolare. Molte sono le manifestazioni e le serie di servizi dei media, in particolar modo televisivi, che hanno creato degli appelli contro la decisione del ministero della Salute di sospendere le varie cure in corso. Per contro, al rovescio della medaglia, non sono disponibili pubblicazioni di ricerche scientifiche né protocolli, metodologie e risultati ottenuti sui pazienti attraverso la somministrazione delle staminali. Cosa aspetterà Davide Vannoni, i suoi pazienti e il metodo sperimentale? 

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