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martedì, 22 agosto, 2017 11:09

Egitto. Sempre peggio

bandiera-egittoIn Egitto la situazione sta sempre più volgendo al peggio. Dopo gli sgomberi delle piazze al Cairo, durante i quali sono morte centinaia di persone tra manifestanti e forze dell’ordine, ma secondo i Fratelli Musulmani i caduti sarebbero diverse migliaia, ci sono morti anche in altre città. Il governo egiziano ha autorizzato esercito e polizia a ricorrere all’uso delle armi da fuoco per proteggere i luoghi strategici del paese. Purtroppo però si spara con insistenza – da entrambi i lati – già da venerdì.

Oggetto di molti attacchi sono i templi cristiani, specialmente quelli copti. Questi ultimi colpevoli, agli occhi dei Fratelli Musulmani, di aver favorito la deposizione di Morsi. Molte autorità religiose egiziane, su tutte il Gran Imam Ahmed al-Tayyeb, hanno richiesto che ricominci il dialogo tra le parti.

Troppo però è il sangue versato in questi giorni. Troppo profonda ormai pare la frattura, tra chi vuole un Egitto più laico e progressista e chi uno di impronta più islamica, per poter avviare un confronto pacifico. Ieri, infatti, alcuni irriducibili si sono asserragliati nella moschea al-Fatah, dalla quale sono stati fatti uscire con la forza.

L’uomo forte del governo, il ministro della difesa e comandante delle forze armate egiziane e ora, dopo le dimissioni di Mohamed El Baradei, anche vicepresidente Abdel Fattah el-Sisi, dichiara che il governo non cederà di fronte ai sediziosi. Infatti, dopo l’imposizione di un rigido coprifuoco, esercito e polizia hanno arrestato molti oppositori e dimostranti.

abdel-fattah-el-sisiCosa succede nel resto del mondo? L’Unione Europea non sa che cosa fare, tranne che suggerire ai suoi cittadini di non recarsi in Egitto. Intanto è stato deciso per lunedì un incontro per cercare di coordinare una politica comune. Alcuni Paesi, su tutti l’Italia, avanzano la proposta di sospendere le forniture di armi all’Egitto.

L’Europa però non è un grande esportatore di materiale bellico verso l’Egitto. Chi è il principale alleato dell’Egitto? Gli Usa. Un sempre più preoccupato Obama ha affermato che il governo egiziano deve bloccare le manifestazioni senza usare la violenza. Qual è il motivo di questo imbarazzo? Gli Usa hanno finto di non vedere il golpe egiziano che ha portato al potere questo governo – certo più gradito agli americani –, perché c’è una legge americana che impone di non sovvenzionare i governi golpisti. Unico, non trascurabile, effetto, è stata la sospensione delle esercitazioni congiunte tra egiziani e americani. Per l’amministrazione Obama però è imbarazzante essere accostato a un governo che spara sui propri cittadini e cerca di prenderne le distanze.

Il Cairo è sempre più isolato, ma le violenze non si fermano, la posta in gioco è troppo alta, non solo per gli egiziani.

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