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giovedì, 24 agosto, 2017 10:52

Il Tribunale Internazionale è già in crisi

theodor-meronFino a pochi anni fa non vi era alcun ordine giuridico sovrannazionale capace di giudicare crimini come il genocidio o altri crimini contro l’umanità o di guerra.

Il 25 maggio del 1993, però, è stata stabilita la nascita del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia, che ha sede all’Aja, in Olanda. Un evento accelerato dalla guerra dei Balcani, dove numerosi erano stati gli atti di pulizia etnica.

Marlise Simons, però, sul New York Times, ha segnalato che a pochi anni dalla sua creazione il Tribunale è già vittima di una crisi di credibilità. In un’email, che era stata resa nota dal danese Berlingske, infatti, si è scoperto che il giudice danese Harhoff avrebbe fatto pressioni sui giudici per far assolvere alcuni generali serbi e croati. Questa e-mail è solo la prova di quanto già pensato da alcuni gruppi per la difesa dei diritti umani e da giuristi, ossia che con le ultime sentenze vi era stata un’inversione di rotta che aveva totalmente negato i principi giuridici applicati precedentemente.

Alcuni analisti pensano anche che il tribunale dell’Aja stia ormai cercando di difendere gli interessi dei militari. Se ai suoi albori era uno strumento forte per la difesa dei civili, a solo dieci anni dalla sua nascita, questo mezzo non appare più utile come all’inizio e l’attenzione per i diritti umani sembra essere fortemente diminuita.

ictyNonostante queste critiche, però, mai nessuno era arrivato a criticare Meron, il presidente del Tribunale, in maniera così forte. Nella mail pubblicata, infatti, Harhoff amette che Meron avrebbe esercitato forti pressioni almeno in due casi. Il giudice danese ipotizza che alla base di tutto vi siano pressioni da parte di alti funzionari statunitenti o israeliani interessati ad un cambio di rotta. Pochi interessati hanno deciso di commentare queste indiscrezioni, ma chi lo ha fatto ha preferito mantenere l’anonimato.

Da quanto dichiarato, comunque, risulta che ben diciotto giudici hanno in mente un candidato alternativo a Meron per le elezioni per la presidenza del prossimo autunno, mentre fino ad adesso non vi era stato alcun dubbio sulla sua riconferma. Tutta la discussione verte, comunque, intorno alle responsabilità degli alti ufficiali militari.

Precedentemente il Tribunale aveva spesso condannato i gerarchi per dei crimini dei loro subordinati, questo perché si riteneva che fossero tutti parte di un’unica impresa criminale. Meron ha reso, invece, quasi impossibili i verdetti di condanna in casi simili. Non si capisce neppure perché ci siano così forti pressioni a sveltire i lavori, dato che il Tribunale non ha più i carichi di lavoro dei primi anni. Harhoff, ad esempio, racconta di come la giudice francese Michel Picard abbia dovuto motivare in tempi brevissimi il suo dissenso rispetto all’assoluzione di Stanisic e Simatovic.

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