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sabato, 19 agosto, 2017 5:30

La guerra a portata di click

protezione-datiLe stime della seconda edizione del rapporto Clusit 2013 sulla sicurezza informatica in Italia non lasciano dubbi: il nostro Paese, nei primi sei mesi di questo anno, ha subito un aumento del 370% di attacchi di cybercrime rispetto ai 24 mesi precedenti.

Questa realtà sta diventando sempre più pericolosa e preoccupante. Andrea Zapparoli Manzoni, uno degli autori del rapporto, afferma infatti che «il rischio di subire un attacco informatico è in continuo aumento, sia per frequenza che per gravità. Tutti ormai sono bersagli, dai cittadini alle imprese, alle istituzioni. I tradizionali antivirus non sono più capaci di proteggere l’utente e nessuna piattaforma è immune da un possibile attacco e ciò che è successo recentemente al New York Times ne è un esempio. Lo scorso agosto, infatti, il quotidiano ha subito un blackout rivendicato dalla Sea, ovvero la Syrian Electronic Army, associazione di hacker schierati dalla parte di Assad. Ma non è la prima volta che questi pirati informatici si mettono in vista. Lo stesso gruppo si era precedentemente  fatto carico di attacchi ai danni di altre importanti testate e di account Twitter, tra cui quello dell’Associated Press attraverso il quale, il 23 aprile 2013, gli hacker diffusero la falsa notizia di un attacco alla Casa Bianca nel quale lo stesso Presidente Obama sarebbe rimasto ferito, cosa che portò ad un successivo crollo delle borse.

cyber-attacksUltimamente il web è anche diventato un’area militare alternativa. Infatti, come afferma il segretario alla Difesa britannico Philip Hammond, «Le persone riconoscono la terra, il mare e l’aria come spazi militari. Noi da tempo abbiamo individuato una quarta area, lo spazio. Adesso ce n’è una quinta: il cyberspazio». La Regina Elisabetta si dice pronta ad avere un vero e proprio esercito di geek e dall’inizio del prossimo mese cominceranno le selezioni per farne parte. Da oggi, quindi, chi non potrà far parte delle milizie tradizionali potrà tentare la strada delle “truppe telematiche”. Solo nel mese di luglio sono state più di 70 le azioni di cyberspionaggio ai danni del governo e delle industrie britannici, motivo per cui l’Inghilterra ha deciso di munirsi di un esercito non solo in grado di difendere, ma anche di attaccare.

Mentre negli Stati Uniti d’America esiste già un campo d’addestramento virtuale in cui si apprendono le tecniche per la difesa del proprio Paese e l’Unione europea può contare sul programma Cyber Security 2010 per un maggiore controllo, in Italia ci siamo mossi per la prima volta solo lo scorso gennaio. Così, mentre la guerra cambia la propria configurazione, i principi restano gli stessi: tu attacchi me, io attacco te. Così, fino al prossimo cambiamento.

Alessia Pacini

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