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sabato, 21 gennaio, 2017 8:58

L’Italia ha bisogno di soldi: ricorre al marketing

renzi-primo-pianoRenzi, il presidente del governo italiano, a dispetto di tutti, rimane fedelmente sulla cresta della popolarità. Twitter lo elogia, facebook lo osanna ma la realtà imprenditoriale lo maledice. La maggioranza non è delle più stabili; siamo e resteremo sempre un popolo di roventi amatori: un istante innamorati dell’uomo del momento al quale gli affidiamo la vita per poi, l’istante successivo, maledirlo quando il fuoco di paglia – come la natura impone – scompare.

Tra le tante cose, che l’Italia rammenda, è la questione legata agli sbarchi in Lampedusa, alle sciagure e alle tante tragedie (mainstream) allegate. I media marciano imperituri gridando allo scandalo, stracciandosi le vesti e urlando indignazione chiarendo a lettere maiuscole che certi episodi – in un paese civile – non sono tollerati. Sarebbe onesto, più che dignitoso, chiarire la definizione di “paese civile” al popolo italiano meno attrezzato culturalmente citando senza risparmio il passato sia politico sia morale.

Angelino Alfano conosce la situazione e, ancor meglio da buon politico, conosce i punti focali sui quali i riflettori dei media si dirigono. D’altra parte le elezioni si avvicinano, o forse è già tempo di sciogliere l’esecutivo?

L’ultima azione del caro ministro degli interni è stata Frontex: operazione sostitutiva – mai dire fotocopia – del procedimento Mare nostrum. In sintesi si chiedono soldi all’unione europea in quanto l’Italia, da sola, “sembra” non farcela. Forse è arrivato il momento di rivedere la politica di soggiorno e residenza dei rifugiati? Magari è il caso di ripensare al finanziamento – gettato alle ortiche visti i risultati – erogato agli immigrati? Eventualmente è tempo di proteggere maggiormente il popolo residente (e sovrano) rispetto ai nuovi arrivati? Angelino coglie la palla al balzo dicendo che bisogna riacquistare credibilità, dare fiducia, elargire riscossa: cambiare logo alla questione per confondere le idee al popolo è la soluzione più giusta, veloce, pratica ed economica. D’altro canto politici di più lampante spessore, come Harry Truman, illustravano situazioni analoghe: «Se non puoi convincerli, confondili!».

Immigrati a LampedusaI contorni – come giusto che sia – sono tuttora molto confusi: burocrazia, poco acume e inciampi vari non aiutano. Nessuno vuole prendersi la responsabilità di cacciare gli immigrati per essere tacciato di intolleranza. Si sa come dipingono i media le vicende: basta essere contrari all’immigrazione e subito si diventa nuovo esponente emerito e in carica della cultura nazional socialista (e dove risiede il problema? diranno alcuni).

Ma i problemi più grossi rimangono altri: la vecchiaia e la mancanza di principi. Siamo un popolo vecchio – riferito all’Europa – schiacciato da super potenze di diverso calibro, sballottato da scosse, più o meno significative, finanziarie e col timore perenne di essere surclassati sul mercato mondiale. Almeno sulla carta il popolo è ancora sovrano, forse, di una terra che a breve non sarà più sua.

Ma la domanda cruciale rimane: siamo veramente convinti che – quando saremo vecchi – vorremo essere accuditi da persone che – rabbiose – sono state costrette a stabilirsi qui? E poi, che fine farà il nostro popolo, la nostra storia e la nostra cultura? Dobbiamo forzatamente terminare il nostro glorioso percorso come i veneziani costretti ad eleggere una cinese ad un concorso in mancanza di cittadini veri?

Francesco Fausto Cantù

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