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mercoledì, 20 settembre, 2017 9:56

Lobby Gay: Esplode il caso di Mons. Ricca

mons-battista-riccaDue settimane fa, Sandro Magister, stimatissimo vaticanista dell’Espresso pubblicava un articolo nel quale si diceva convinto che  Mons. Battista Ricca, nuovo prelato ad interim dello Ior (uomo di fiducia del Papa) si sarebbe dimesso o sarebbe stato dimissionato (meno di un mese dopo la nomina, da parte di Papa Francesco) per via della sua omosessualità e dell’imminente scandalo (sul punto di esplodere in Uruguay) relativo agli scandali sessuali di cui sarebbe stato protagonista quando prestava servizio presso la nunziatura di Montevideo.

Secondo alcuni, la clamorosa “sedia vuota” del Papa in occasione del concerto in Aula Paolo VI (disertato dal Pontefice) sarebbe dovuta proprio ai colloqui del Papa con i Nunzi Apostolici convenuti in quei giorni a Roma, colloqui che sarebbero serviti anche a raccogliere notizie e conferme sulla condotta di Mons. Ricca.

Nei giorni successivi, la storia si era sgonfiata e, visto che Ricca non veniva rimosso, in molti avevano pensato ad una campagna diffamatoria su fatti destituiti di fondamento.

Proprio l’11 luglio, mentre Magister ribadiva la fondatezza della storia in un secondo articolo, la Sala Stampa faceva sapere che si era tenuta la prima riunione della nuova Commissione Referente sullo Ior e che a tale riunione avevano partecipato Papa Francesco in persona e lo stesso Mons. Ricca (che quindi, evidentemente, godeva ancora della piena fiducia del Papa).

La bomba però è scoppiata quando Magister, anticipando come sempre sul suo blog i contenuti del successivo numero dell’Espresso, ribadisce la storia, argomentandola con nomi, fatti e date, dai quali emergerebbe la condotta estremamente scandalosa da parte dello stesso prelato.

Le reazioni sono state varie, tra chi si occupa di cose vaticane, ed alcuni si dicono certi che la storia sia del tutto falsa, e che anzi sia in atto un complotto (portato avanti con gli strumenti del “metodo Boffo”) per screditare Ricca (e il Papa) e fermare la riforma dello Ior.

Padre Federico Lombardi (direttore della Sala Stampa vaticana) ha rilasciato all’Ansa questa dichiarazione: «Quanto affermato sul conto di mons. Ricca non è attendibile », che a molti è però sembrata una smentita a metà: non attendibile non vuol dire necessariamente “falso” o (per usare un’espressione meno insolita) “destituito di ogni fondamento”.

papa-francescoMa Magister (che probabilmente si rende conto che su questa storia si sta giocando tutta la sua credibilità) risponde sul suo blog con un post dall’eloquente titolo Povero Padre Lombardi, cosa gli tocca dire, nel quale conferma ancora tutta la storia ed invita le autorità vaticane a verificare presso le persone informate ed a consultare la documentazione in possesso della Santa Sede circa le (circostanziate) informazioni da lui pubblicate.

È presto per dire quale sia la verità, ma comunque vada a finire questa storia, ci dovranno essere conseguenze.

Se la storia è vera cada la testa di Ricca (e di chi ha tenuto immacolato il suo dossier, nel quale non si troverebbe traccia delle relazioni inviate a suo tempo da chi aveva segnalato a Roma i presunti gravi comportamenti del Monsignore), se la storia non è vera lo si provi, e cadano le teste di chi ha ordito la calunnia (Magister e la sua rivista in primis, a cui andrebbe negato l’accredito presso la Sala Stampa, come si fece con Gianluigi Nuzzi, che pubblicava le carte di Vatileaks trafugate dal Corvo): la cosa peggiore sarebbe l’assenza di chiarezza su questa vicenda, che alimenterebbe il clima di sospetti reciproci tra chi ritiene che ci sia stato un complotto per permettere la carriera di Ricca e chi invece ritiene che il complotto sia ai danni di Ricca per evitare la riforma dello Ior.

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