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lunedì, 21 agosto, 2017 6:10

Rep. Centrafricana: guerra civile e intervento Onu

repubblica-centrafricanaPiù volte su queste stesse colonne abbiamo parlato delle violenze e delle guerre civili in Africa, ma questa volta non parleremo né del Congo né del Mali. Purtroppo si è aggiunto un altro Paese dove la situazione sta peggiorando sempre di più e questo è la Repubblica Centrafricana. Ex colonia francese, da quando ha raggiunto l’indipendenza dopo il secondo conflitto mondiale è stata teatro di un numero elevatissimo di colpi di Stato, che hanno generato una situazione interna di grave instabilità, caratterizzata da miseria e violenza.

Recentemente il presidente François Bozizé, anch’egli golpista, è stato deposto, sostituito da Michel Djotobia, capo dei ribelli Seleka. Purtroppo quest’ultimo non è riuscito a mantenere il controllo sui suoi uomini che da mesi stanno imperversando per il Paese compiendo furti, massacri e stupri. La situazione è ancora più pericolosa dato che i Seleka sono in maggioranza musulmani mentre l’80% della popolazione centrafricana è cristiana. Gli uni e gli altri hanno organizzato delle milizie che si stanno dedicando alla difesa delle rispettive comunità, ma il rischio dello scoppio di un’ennesima guerra di religione e l’infiltrazione di gruppi di estremisti e terroristi è alto. Recentemente Laurent Fabius, ministro degli esteri francese, ha parlato del Paese definendolo: «Un totale disordine» e «sull’orlo del genocidio».

seleka-repubblica-centrafricana-islamPer tutti questi motivi l’Onu ha chiesto a diversi Paesi africani di inviare nella Rep. Centrafricana delle truppe, guidate da circa un migliaio di soldati francesi. Il ministro della difesa francese, Jean-Yves le Drian, ha dichiarato la disponibilità francese di inviare questo contingente e di mantenerlo in Africa per sei mesi, con lo scopo di stabilizzare il Paese. I francesi hanno chiarito che queste loro truppe hanno la missione di solo appoggio a quelle africane per il raggiungimento della pace, ma è chiaro che questo intervento, come quello recente in Mali, ha anche lo scopo di evitare che una zona strategica per gli interessi francesi entri in una spirale di anarchia. Ricordiamo che una buona fetta della cosiddetta Françafrique è ancora strettamente legata alla Francia e Parigi non è disposta a perderla.

Intanto la guerra civile nella Rep. Centrafricana continua, in un’area che è già caratterizzata da conflitti, come quello in Congo e nei due Sudan; questo intervento riuscirà a far uscire la repubblica africana dal conflitto e contribuirà a stabilizzare l’area? Si vedrà, ma in ogni caso ci vorrà tempo e molti di quei Paesi forse sono già fuori tempo massimo.

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