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sabato, 1 novembre, 2014 5:22

Stati Uniti ed Europa più vicini, luci ed ombre di un possibile accordo

25 febbraio 2013 Attualità, Hot News

oceano-atlanticoPer ora è solo una promessa o un progetto ambizioso, ma potrebbe presto incamminarsi sulla strada di una concreta realizzazione, l’idea della creazione di un’area commerciale fortemente integrata attorno all’Atlantico, una zona franca di libero scambio delle merci provenienti da Europa e Stati Uniti. Ad annunciarlo è stato Obama nel suo secondo discorso di inizio mandato, e  la risposta dall’Unione Europea per bocca di Barroso è stata subito positiva. «Un progetto di crescita vero e proprio», ha commentato Angela Merkel.

In sostanza l’accordo prevedrebbe l’abbattimento dei dazi doganali sulle merci di esportazione, (anche se a dire il vero questi sono già bassi e secondo stime europee incidono per il 3% sui prezzi), cosa che nelle più rosee aspettative dovrebbe permettere alle imprese del vecchio continente di risparmiare diversi miliardi di euro, grazie all’alleggerimento fiscale e alla eliminazione delle costose procedure burocratiche e amministrative. Un affare che farebbe registrare all’Europa una  crescita dello 0,5% del Pil, per un valore di 120 miliardi di euro.

Ovviamente i lobbisti delle industrie di entrambe le sponde spingono per un’accelerazione dell’accordo, ingolositi dalla prospettiva di lauti guadagni, ma anche i politici dei due continenti scenderebbero a qualsiasi compromesso pur di dare uno scossone ad un’economia ristagnante. Ma come al solito, un po’ per miopia un po’ per opportunismo, si ostinano a vedere solo i lati positivi.

Innanzitutto è difficile ipotizzare che l’abolizione delle tasse doganali possa avere ripercussioni macroeconomiche sulla crescita, e in più creerebbe un blocco commerciale transatlantico sicuramente forte, che però escluderebbe e discriminerebbe il resto del mondo, in particolare quei mercati emergenti dell’Asia e dell’America latina che se non lo sono già, saranno presto il motore dell’economia globale.

Altri scettici notano che la liberalizzazione del mercato amplierebbe notevolmente i margini di guadagno delle multinazionali, che si troverebbero la strada spianata dalle semplificazioni legislative, mentre i più prioritari benefici per piccola e media impresa non sarebbero poi granché. Uno scenario che ovviamente favorisce chi non ha mai smesso di fare profitti, non tanto le economie europee, in cui la crisi sta asfissiando le imprese di minori dimensioni.

obama-barrosoTuttavia il punto più delicato riguarda la liberalizzazione del settore agro-alimentare e già le reazioni delle associazioni ambientaliste sono in fermento ed hanno ragione. Gli Stati europei, qualora le trattative andassero in porto, dovrebbero dotarsi in materia di prodotti alimentari geneticamente modificati della permissiva legislazione americana, con l’effetto di gonfiare i nostri supermercati di merci con etichetta OGM a prezzi vantaggiosi.

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