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lunedì, 21 agosto, 2017 5:26

Una prigione senza guardie, è possibile?

apac-brasileLa questione delle carceri è un problema che interessa da vicino l’Italia: scarsità di mezzi e risorse, sovraffollamento, standard di vita generalmente troppo bassi perfino per chi deve scontare una pena detentiva. Negli ultimi tempi era nell’aria una possibile amnistia per cercare di prendere tempo e arrivare a un progetto di riforma strutturale del sistema delle carceri italiane, ma le vicende sul caso Ligresti che hanno interessato il nostro Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, hanno finito per rallentare queste operazioni.

Nel frattempo arriva dal Brasile una notizia da cui, perché no, potrebbero trarre spunto i decisori ultimi della questione. Si tratta di un nuovo modello carcerario proposto dall’Apac (Associazioni di protezione e assistenza ai condannati) che prevede un sistema senza guardie e mira alla responsabilizzazione dei detenuti. Il metodo Apac presenta sicuramente alcuni pro, ma anche numerosi svantaggi.

carcereA quanto risulta dall’esperimento brasiliano infatti col nuovo metodo carcerario il tasso di recidiva scende dall’85% al 10%, e i costi di carcerazione si rivelano abbattuti di ben 2/3; questo innovativo sistema mira a coinvolgere i detenuti e a prepararli al reinserimento nella società, cercando di garantirli sempre nella loro dignità. Nello specifico non sono previste guardie e i “recuperandi” (così chiamati i detenuti) passano solo 8 ore al giorno nel penitenziario, dividendo il resto del tempo tra attività formative e di studio. Inoltre i recuperandi sono spesso forniti delle chiavi della loro cella.

Dalle associazioni competenti è stato promosso un incontro in Senato il 29 novembre con i rappresentanti delle istituzioni e i fautori della “metodologia Apac”, per discutere se è possibile porre le basi per importare il modello in Italia. Tuttavia sono molti i dubbi che aleggiano intorno a questo modus castigandi: in primis, appare di molto ridotta la componente deterrente della pena, in quanto è evidentemente diminuito il livello di punizione; molti sostengono che introducendo questo modello in Italia, non si farebbe altro che incrementare il problema, in quanto proponendo punizioni meno radicali, si disincentiva il rispetto delle leggi.

carcere-italianoInoltre è palese il dissenso di quelli che asseriscono che chi va in prigione non deve aspettarsi un trattamento alberghiero, ma si merita, in conseguenza di ciò che ha fatto, standard di vita peggiori. A questa visione l’obiezione dei garantisti è quella della difesa del diritto alla vita di tutti; secondo questi la pena non va vista in senso meramente punitivo così da scoraggiare il reiteramento della condotta illegittima o comportamenti simili da parte di altri, ma come un metodo per reintrodurre nella società l’autore del comportamento sbagliato.

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