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martedì, 22 agosto, 2017 11:26

Uruguay, il Paese dell’anno

jose-mujicaMentre ci accingiamo a salutare il 2013, i media imperversano pubblicando le loro tradizionali classifiche sulle migliori canzoni dell’anno, sui dieci miglior film del 2013, sulla donna o l’uomo dell’anno e chi più ne ha più ne metta. The Economist, bibbia del liberismo inglese, ha però deciso di lanciare una singolare nomination sulla falsa riga di quanto annualmente fa il settimanale americano Time con il personaggio dell’anno: il Paese dell’anno. E il primo vincitore è l’Uruguay.

Il Paese sudamericano è stato, nell’ultimo anno, in primo piano per alcune scelte storiche che ha deciso di intraprendere. A fare da capofila all’approvazione di alcune riforme è stato Josè Mujica, eletto nel 2010, e conosciuto come il “presidente operaio”. Il 78enne Mujica, con un passato da guerrigliero di sinistra ai tempi della dittatura, ha deciso, infatti, di rinunciare al 90% del suo emolumento, pari a circa 12.000 dollari, e di devolverlo ad alcune organizzazioni non governative che lottano contro la povertà. Si è rifiutato di vivere nel palazzo presidenziale, preferendovi la sua modesta finca (fattoria) alle porte della capitale Montevideo.

uruguay-marijuanaSi è speso molto, soprattutto, per l’approvazione di alcune riforme dalla portata storica in un paese latinoamericano dalla forte matrice cattolica. Ha sostenuto la depenalizzazione dell’aborto, i matrimoni omosessuali e la legalizzazione della cannabis. Queste ultime due riforme sono state le più significative della nuova amministrazione. L’approvazione dei matrimoni omosessuali ha permesso all’Uruguay – a detta dell’Economist – di scalare le classifiche internazionali sull’indice di sviluppo umano e di felicità senza alcun costo.

Poche settimane fa, inoltre, il Senato uruguayano ha dato il via libera alla legalizzazione della compravendita della marijuana. Il provvedimento permetterà la creazione di un mercato regolamentato in cui, in apposite strutture o in farmacie, si potranno acquistare 40 grammi al mese. La misura ha l’obiettivo di colpire il narcotraffico, di risparmiare alcuni miliardi di dollari nella lotta contro le sostanze stupefacenti e monitorarne il consumo per adottare le giuste misure contro la tossicodipendenza.

Uruguay-legalize-marihuanaIl sistema economico uruguayano è molto solido e non ha molto da invidiare ai suoi vicini più grandi, il Cile, l’Argentina e il Brasile, anche se permangono forti squilibri: un’ampia fetta della popolazione vive ancora sotto la soglia di povertà. Nonostante questi nei, l’Economist ha deciso di nominare l’Uruguay il Paese dell’anno, preferendolo ad altre nazioni, come l’Irlanda o il Sud Sudan, che hanno migliorato notevolmente le proprie perfomances economiche. Insomma: “Modest yet bold, liberal and fun loving – conclude l’editoriale del settimanale – Uruguay is our country of the year”.

Alberto Franchini

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