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mercoledì, 23 agosto, 2017 6:10

A volte, è solo Questione di tempo

Il tempo ha la sua importanza e, spesso, il suo valore non viene riconosciuto.

Questione di tempoA volte, ci illudiamo di avere ancora tempo e ciò che potremmo fare oggi lo rimandiamo in futuro, rischiando spesso di dimenticarci di quell’evento o esperienza e pentendoci poi. Ma gli uomini della famiglia di Tim (Domhnall Gleeson) non ne hanno di questi problemi. Infatti, possono viaggiare nel tempo per cambiare alcuni punti della loro vita, ma non per cambiare la storia.

Il ragazzo, all’età di 21 anni, viene a sapere dal padre (Bill Nighy) che questo dono viene tramandato di padre in figlio (quindi, in linea patriarcale) e che basta andare in un luogo buio, stringere un po’ i pugni e immaginare il posto e il momento in cui si vorrebbe essere. Naturalmente, questo porta a dei grossi vantaggi: Tim decide, così, di usare questo dono per trovare l’amore della sua vita, rendendo così migliore il suo mondo. Ma alcuni cambiamenti portano a notevoli conseguenze e, questo, Tim lo scopre quando cerca di modificare un aspetto che non può essere modificato senza che il futuro possa venirne sconvolto.

Questione di tempo 2Il bello delle commedie romantiche britanniche è che non sono concentrate solo ed esclusivamente sull’amore, ma anche su altri aspetti: l’aspetto genitoriale, quello fraterno, l’amore verso se stessi, il significato della vita e (in questo caso) il valore del tempo. E chi meglio di Richard Curtis, regista, sceneggiatore e produttore di alcune delle commedie inglesi che hanno fatto la storia del cinema (come Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill, Love Actually e Il diario di Bridget Jones), poteva prendersi la responsabilità di dare vita a questa storia e portarla sul grande schermo, servendosi dell’aiuto di attori – prevalentemente britannici – che hanno contribuito a rendere speciale questo lavoro. Da notare Rachel McAdams, che finalmente è tornata sulla “retta via”, quella dei grandi autori, dopo il periodo dei blockbuster.

Per di più, nonostante siano passati otto mesi dalla sua scomparsa, ritroviamo anche l’amato Richard Griffiths, in un ruolo molto piccolo, e un piccolo sorriso non può che emergere. Questione di tempo non è solo una leggera – e al tempo stesso brillante – commedia inglese, ma è anche una buona occasione per riflettere su quanto per noi è importante il tempo che scorre. Mark Twain diceva che non si rimane delusi, in futuro, dalle cose fatte ma da quelle non fatte; e, anche se (nella vita reale) il passato non si può cambiare, non significa che non possiamo cambiare il futuro.

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