Echeion RSS
sabato, 21 gennaio, 2017 1:05

I Nessi di Bergonzoni

06_50_gdv_f1_1125_1_resize_597_334Le parole, i periodi, l’intera sintassi dovrebbe ballare a un ritmo sfrenato, dovrebbero stare in equilibrio come funamboli su una corda tirata in mezzo al cielo. Così me lo immagino il racconto perfetto di una sera passata ad ascoltare Alessandro Bergonzoni.

Il comico, ma nessuna parola può ingannare di può sul suo conto, bolognese torna anche quest’anno all’Elfo Puccini con il suo nuovo spettacolo Nessi fino al 13 giugno. Per ridere, si ride fino a stare male potete stare tranquilli, ma a parte questo non si esce mai riposati e rasserenati dai suoi spettacoli che sono delle centrifughe linguistiche che infiammano come benzina le nostre sinapsi.

Ha la forza comica di un giullare e la visionarietà di un profeta. Mentre ridiamo, le sue parole ci spalancano nuovi mondi. L’immagine della scoperta di mondi che lui definisce altri, si presta bene per una riflessione sul suo lavoro. I suoi spettacoli sono viaggi nella parola, la stessa parola che scandisce le nostre quotidianità prende sul suo palco tutto un altro valore.

Sin dal suo esordio Bergonzoni cerca di addentrarsi in tutti gli angoli oscuri e in tutte le contraddizioni di suono e significato della nostra lingua. «Quand’è l’ultima volta che hai fatto Nesso? Dove lo hai fatto?».

bergonzoni_bUn lavoro che ha un valore teatrale altissimo perché permette di affrancarsi dal necessario, dall’ovvio e dallo scontato e porta la riflessione oltre certi confini dialettici. Il suo non è un viaggio fatto per il gusto di andare, non si imbelletta dell’assurdo, ma cerca sempre sotto l’immane mole delle parole, del bla bla bla, delle verità filosofiche.

Nessi sembra scartare rispetto alla poetica del suo autore. Ci sono sempre immagini surreali e grandiose, come quella di un funerale per i padri vivi o quella finale della vita in fasce; ma, lo dice lui stesso, «i giochi di parola sono ridotti all’osso».

Mai come questa volta, il lavoro di Bergonzoni si confronta con la storia più attuale dell’Italia e del mondo. Questa volta si parla di social network, Siria, Master Chef, calcio e mafia senza mezzi termini. Ma si avverte la sensazione che la parola di questo artista sia più politica e più reale quanto è libera da contingenze attuali e che molte delle intuizioni e le questioni di questo spettacolo debbano essere ancora approfondite e trasfigurate.

 

 

 

 

Ti è piaciuto? Condividilo con i tuoi amici

Condividi

Che cosa ne pensi?