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sabato, 21 gennaio, 2017 2:04

Inside Out: le emozioni vivono e crescono insieme a noi

Non sono delle semplici emozioni. Sono protagonisti. Protagonisti del nuovo capolavoro firmato Disney-Pixar (la quale, proprio in questi giorni, ha annunciato ufficialmente diversi nuovi titoli in uscita tra il 2015 e il 2019), Inside Out, film studiato, progettato e lavorato per i più piccoli ma che attrae e conquista anche gli adulti.

Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto sono le emozioni che vivono nella mente di Riley, un’allegra e solare bambina di undici anni, che sta affrontando una fase delicata della sua vita: a causa del nuovo lavoro del padre, deve abbandonare il Minnesota cambiando casa, amici e scuola, per trasferirsi nella californiana San Francisco e iniziare lì, con mamma e papà, una nuova vita. Si passa dalla certezza all’incertezza, dunque non sarà esattamente una passeggiata – per una bambina alla soglia della pubertà – vivere un cambiamento così radicale senza troppe reazioni negative.

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Le cinque emozioni – le cui forme e i cui colori sono stati studiati in modo a dir poco geniale per far sì che ognuna rispecchi la propria personalità – interagiscono con Riley inviando veri e propri segnali, fisici e cognitivi, muovendosi in un allegro quartier generale con tanto di vista panoramica sulle cinque isole della personalità della bambina (isola della famiglia, isola dell’onestà, isola dell’hockey, isola dell’amicizia e isola della stupidera).

La prima cosa di Inside Out che colpisce è la vastità di colore e luce che albergano nella testa di Riley rispetto al mondo reale che la circonda. Questo tocco di colore e di luce fa spiccare il lato interiore di questa bambina, sottolineando una coerenza sia con il tema trattato sia con la personalità della bambina stessa.

È letteralmente uno dei film più attesi del 2015: il pubblico ha dovuto aspettare parecchio per potersi godere questo capolavoro. Iniziata la sua gestazione nel 2010, solo nel 2011 si iniziano a conoscere le prime informazioni, fino ad arrivare al 2014 con il primo teaser trailer e al 2015 con la presentazione ufficiale – nel maggio scorso – a Cannes (con tanto di critiche positive e di standing ovation), e la distribuzione nelle sale cinematografiche a partire dal 16 settembre.

Pete Docter, già co-autore, produttore esecutivo e regista di altri capolavori Disney-Pixar (nel suo curriculum spiccano anche Monsters & Co., Up e Ribelle – The Brave), ha iniziato a progettare questo film come film corale, quando nelle sale uscivano Toy Story 3 e Rapunzel, terminandolo solamente oltre quattro anni dopo e trasformandolo in una meravigliosa pellicola sulla crescita e sulla perdita di quel periodo spensierato che è la fanciullezza.

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La mente di Riley elabora sogni e concetti teorici rendendo concreto ciò che, in realtà, non lo è: il pensiero astratto e la fantasia (vedi l’amico immaginario Bing Bong e la Cineproduzioni di sogni). Ma non fa solo questo. In tutti noi, esiste una cosa chiamata memoria a lungo termine, la quale conserva ogni singolo ricordo importante. In Inside Out, si vede la memoria a lungo termine piena di ricordi colorati (ognuno a seconda del tipo di ricordo) sotto forma di magazzino, con tanto di inceneritore del pensiero astratto e di discarica dei ricordi meno significativi – come una sorte di cambio di stagione del guardaroba -, che sbiadiranno e scompariranno con il tempo.

Nel film si aggiungono, inoltre, alcuni piccoli e simpatici riferimenti ad altri film Disney Pixar: il topo che somiglia a Remì di Ratatouille, lo scivolo preso in prestito dall’asilo Sunny Side di Toy Story 3, il cartello con scritto ‘Finding me” e disegnato solo un pesciolino che ricorda Alla ricerca di Nemo, ma è carina anche la frase presa in prestito dal film Chinatown (1974) di Roman Polanski «Lascia perdere, Jake: è la città delle nuvole… ».

Inside Out racconta come le emozioni – tutte fondamentali per noi – possono evolversi, svilupparsi, crescere insieme a noi, accompagnandoci sempre, sin dalla nascita per tutta la nostra vita.

Inside Out non solo racconta le emozioni, ma le fa vivere al pubblico spettatore. È, allo stesso tempo, allegro e triste; spensierato e consapevole; commovente e serio. Inside Out può significare, per i bambini, un insegnamento e una forma educativa per imparare e comprendere cosa sia un’emozione e ciò che può farci provare; ma, per gli adulti, può essere considerato una piccola parentesi, una piccola scatola di ricordi dove rifugiarci quando sentiamo il bisogno, per anche soli cinque minuti, di tornare un po’ bimbi; perché noi adulti sappiamo benissimo quanto straordinari siano i bambini, con la loro fantasia, con la loro spensieratezza e con la loro innocenza; ma sappiamo anche quanto bello, ma anche un po’ spaventoso, sia crescere.

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