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venerdì, 18 agosto, 2017 6:45

La quinta stagione: il lungo inverno dell’anima

Scena filmLa quinta stagione è un film della coppia belga Peter Brosens e Jessica Woodworth, vincitore del Green Drop Award 2012, il premio del Festival di Venezia per il film che meglio interpreta temi di ecologia e sviluppo sostenibile.

In un paesino isolato nelle Ardenne (paese a pochi chilometri dalla casa dei registi) è arrivato il momento di fare festa e dire addio allo Zio Inverno, rappresentato da un fantoccio simbolicamente bruciato con un grande falò, ma lo Zio Inverno non vuole saperne di prendere fuoco. Il paesino rimarrà intrappolato in un lunghissimo inverno.

Con l’inaridirsi della terra, l’assenza di frutti, la scarsità di cibo, si seccano anche gli animi e bisogna trovare un colpevole. Chi meglio di Pol (Sam Louwyck) ex filosofo, ora apicoltore che si sposta di paese in paese con Octave, il figlio disabile, e la sua roulotte: Pol è fuori dal comune e il suo arrivo coincide proprio col fallimento del rito propiziatorio. Solo i due adolescenti Alice (Aurélia Poirier) e Thomas (Django Schrevens) diventano amici del bizzarro Pol e cercano di sopravvivere e sconfiggere ognuno a suo modo l’abbrutimento degli animi.

locandinaQuando il ciclo naturale si interrompe anche l’uomo va in crisi, perde i suoi punti di riferimento e la morale si assottiglia, sopravvivere rimanendo integri è molto difficile. Un’atmosfera cupa e senza speranza avvolge il film, insidiandosi anche nello spettatore.

La fotografia di Hans Bruch Jr. è la colonna portante del film, bellissima e crudele al tempo stesso. I colori pian piano si fanno più tenui, il grigiore del cielo e della natura diventano dominanti. L’arte e la musica sono le principali fonti di ispirazione dei registi nel lungo processo di gestazione e progettazione del film, che i due curano sotto ogni aspetto.  “Ci siamo ispirati alle arti e alla musica, soprattutto nella fase di elaborazione del progetto: i dipinti di Bruegel, Goran Djurovic, Michaël Borremans, per esempio, e la musica di Georges Gurdjieff, Nick Cave, Johann Sebastian Bach e Dimitri Šostakovič”, dice Brosens.

La quinta stagione è un film intenso e insolito, con un cast  efficace nonostante la giovane età dei protagonisti e la presenza di attori non professionisti. Un film da cui non si esce a cuor leggero e che ci costringe a riflettere su quanto sia distruttivo l’impatto dell’uomo sulla natura. Un film di “fantascienza” che non vorremmo mai si tramutasse in realtà.

 

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