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sabato, 19 agosto, 2017 3:11

La schiuma dei giorni: la versione di Gondry

Mood-Indigo-scena filmMood Indigo, la schiuma dei giorni è l’ultimo film di Michel Gondry, regista giunto al successo nel 2004 con Se mi lasci ti cancello. Il film è tratto dal romanzo culto di Boris Vian La schiuma dei giorni (1947), una storia d’amore surreale, fiabesca e straziante, ricca di trovate stravaganti, anche dal punto di vista linguistico.

Colin (Romain Duris) è un ricco giovane che vive del suo patrimonio in una stramba casa con un topo dalle fattezze umane e il cuoco Nicolas. Ha un migliore amico, Chick, che vive nell’adorazione del filosofo Jean Paul Partre, di cui possiede ogni singolo scritto. Siamo in un mondo popolato da invenzioni bizzare come il pianocktail, balli come il sbircia-sbircia, e in cassaforte si tengono i dobloncioni. La vita di Colin cambierà radicalmente dall’incontro con Chloé (Audrey Tatou). Amore a prima vista e matrimonio in volata, ma presto si scoprirà che Chloé è affetta da un male che le invade i polmoni e che succhierà l’anima di tutti.

LocandinaGondry riproduce il mondo immaginifico di Vian senza l’ausilio di effetti speciali digitali e sofisticati, bombardando lo spettatore con una serie di trovate a effetto che dopo un po’ sembrano mostrate solo per il gusto di stupire. Il mondo spensierato e colorato di Colin e Chloé inizia ad appassire con l’arrivo della malattia, un dramma che riempie la casa di ragnatele, rimpicciolisce le mura e getta su tutto una patina grigio-azzurra. Colin deve affrontare la povertà e l’inaridirsi del mondo intorno a sé, l’invecchiamento precoce del cuoco Nicolas, la follia da collezionista di Chick che vive solo per Partre.

Non solo i colori e le bizzarrie scenografiche animano il film, è anche la musica a fare da co-protagonista: Duke Ellington accompagna la storia d’amore con la sua Chloé e tutto si tinge di Mood Indigo. Audrey Tatou si riconferma interprete fuori dal comune, capace di adattarsi con naturalezza a mondi fatti di fantasia e immaginazione. Tuttavia il film non decolla mai per davvero, intrappolato in una scenografia debordante ma effettivamente poco coinvolgente. Gondry non riesce a catapultare lo spettatore in un mondo parallelo, la spensieratezza prima e l’angoscia poi rimango fuori da noi, apparizioni sullo schermo che solo in rare scene si rivelano efficaci, come il viaggio sulla nuvola o le scene subacquee.

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