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lunedì, 21 agosto, 2017 2:21

L’importanza del sacrificio dei padri per i figli

Gran-Torino_scenaGran Torino, diretto e interpretato da Clint Eastwood è uno di quei film che almeno una volta nella vita vanno visti.

Walt (Eastwood) è un ex dipendente della Ford e reduce dalla guerra di Corea, vive in un sobborgo americano, in una zona che un tempo era stata residenziale ma che ora si sta trasformando in un borgo popolare pieno di “immigrati” asiatici. Lui è ormai l’ultimo bianco ad abitare quella zona ed è fermamente convinto di volerci rimanere, anche se prova un forte disprezzo razziale verso i nuovi venuti.

Una notte, la gang di etnia Hmong, obbliga Thao, vicino di casa di Walt, a rubare la Gran Torino di quest’ultimo, in una sorta di rito di iniziazione. Thao non riesce nell’impresa perché il vecchio e burbero Walt si sveglia e lo induce alla fuga. Il giorno successivo Thao viene obbligato dalla famiglia a lavorare gratuitamente per Walt, in modo da ripagarlo del tentato furto. Da questo momento tra i due nasce un rapporto di fiducia e rispetto reciproco, anche se lento nel nascere e nel crescere. Questo rapporto padre-figlio è una sorta di riscatto per Walt che, con i suoi veri figli, ha un rapporto quasi inesistente.

Gran_torino_locandinaIl titolo del film riprende il nome di una macchina prodotta dalla Ford, la Gran Torino appunto, molto di moda negli anni ’70. La macchina rappresenta la possibilità per i giovani (in particolare di Thao) di andarsene e raggiungere altri luoghi più adatti a loro, e il film riesce bene a trasmettere questa sensazione di non appartenenza; il finale in questo senso è simbolico e liberatorio.

Nel film, inoltre, uno dei temi pregnanti è il rapporto padre-figlio: anche se Walt e Thao non sono parenti, è come se fossero realmente un genitore e un figlio che, a differenza di quanto accade tra consanguinei, si sono scelti a vicenda. Walt per Thao è la figura maschile forte che gli manca e Thao è il figlio con cui Walt può riscattare la sua figura di genitore per essere quello che non è riuscito ad essere con i propri figli.

Arrivato nelle sale italiane nel 2009, non è stato un grande successo cinematografico anche se ha vinto molti premi, come il David di Donatello come miglior film straniero, il Nastro d’argento come miglior film non-europeo, il premio César come miglior film straniero, e la nomination ai Golden Globe come miglior canzone. Un film sicuramente impegnativo che richiede attenzione e occhi anche per i piccoli dettagli, adatto ad una serata in cui ci si sente particolarmente intellettuali.

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