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giovedì, 27 luglio, 2017 6:55

Non ci resta che ricordarti, Massimo.

Massimo Troisi 7Non ho mai avuto un buon rapporto con mio padre, e non ce l’ho nemmeno ora, ma è anche grazie a lui se – a quattro anni – ho scoperto Massimo Troisi. Ricordo che è stato durante un viaggio in autostrada. Tornavamo dalla nostra terra d’origine a casa, a Reggio Emilia, quando lui – in un autogrill – acquistò una videocassetta: Ricomincio da tre del 1981, il film d’esordio dell’artista nostro conterraneo. Doveva guidare lui, quindi affidò la cassetta a me, che sedevo dietro accanto a mia sorella maggiore. Ricordo di averla tenuta stretta tutto il tempo, incuriosita da quella videocassetta dalla custodia bianca con la scritta nera e la triplice immagine di un ragazzo adulto e capelluto.

I miei genitori mi dissero che ero troppo piccola per guardare quel film, ma a me non importava: dovevo vederlo.

Un pomeriggio, come spesso capitava, io e mia sorella rimanemmo a casa da sole, così la convinsi a guardare il film con me. Mi innamorai subito della simpatia e del carisma di Massimo.

Sono cresciuta con la sua poesia e con le sue battute, con gli sketch de La Smorfia (il trio composto da: lui, Enzo De Caro e Lello Arena) e con le canzoni di Pino Daniele scelte accuratamente da Troisi nei suoi film.

E ora, nel suo ventennale dalla sua prematura scomparsa, mi è sembrato il minimo ricordarlo.

Massimo Troisi (San Giorgio a Cremano, 19 febbraio 1953 – Roma, 4 giugno 1994)  per me, non è stato solo un semplice conterraneo, ma è stato anche e soprattutto un grande maestro di vita.

Massimo Troisi 5Penso che a me si uniranno anche i grandi personaggi – e i suoi cari amici – che hanno lavorato e/o collaborato con lui: Roberto Benigni, Fiorenza Marchegiani, Ettore Scola, Pino Daniele, Lello Arena, Carlo Verdone, Maria Grazia Cucinotta, Philippe Noiret e Marco Messeri.

Tanti i capolavori che lo vedono coinvolto e che vengono ancora ricordati e apprezzati, come Non ci resta che piangere del 1984. Meravigliosa la sua ultima interpretazione, nel ruolo di Mario Ruoppolo, ne Il postino (1994) – film vincitore, nel 1996, del Premio Oscar come Miglior colonna sonora e nominato per Miglior film, Miglior attore protagonista (a Massimo stesso), Miglior regia e Miglior sceneggiatura non originale.

Lavorò sodo alla pellicola nonostante stesse male e avesse già un cuore stremato e ultimò le scene da girare de Il postino. Ci ha lasciati subito dopo, con un vuoto che nessuno riuscirà mai a colmare.

L’unico che, forse, può ricordarlo, è Alessandro Siani (non a caso, quest’ultimo ha lavorato insieme a Marco Messeri e Pino Daniele seguendo la stessa filosofia di Troisi), ma nessuno riuscirà mai a sostituire davvero questo grande amico e poeta.

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