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mercoledì, 20 settembre, 2017 6:47

Prisoners: il thriller più intenso degli ultimi anni

Prisoners film stillFinalmente un film che ti blocca in poltrona: Prisoners, dal 7 novembre in sala, diretto da Denis Villeneuve, vede protagonisti Hugh Jackman e Jake Gyllenhaal. Era dai tempi de Il Silenzio Degli Innocenti e Mystic River che non vedevo un thriller così azzeccato e ben riuscito. Il must-see dell’anno.

Durante il giorno del ringraziamento, in una cittadina piovosa della Pennsylvania, due bambine, Anna Dover e Joy Birch scompaiono. Il padre di Anna, Keller, interpretato da un convincente Jackman, uomo umile, devoto ma risoluto, inizia infruttuosamente le ricerche delle due piccole; nonostante il detective Loki, ruolo affidato a Gyllenhaal, che invece sembra un tantino fuori luogo nei panni del personaggio, stia lavorando incessantemente per salvarle. Inizia quindi un’indagine parallela, che coinvolgerà sospettati, errori, famiglie e psicotici, che porterà a un finale tipico di film che ti fanno uscire dalla sala con il dubbio.

Il film si snoda tra colpi di scena e nuovi indizi: al pubblico viene dato un pezzo alla volta del puzzle, nulla è dato per scontato; lo spettatore non può che sentirsi coinvolto e partecipare mentalmente all’azione filmica.

Prisoners 2La storia, che poteva risultare banale e già vista, in mano a Villeneuve si racconta fluida e senza stacchi di tensione, dimostrando tutto il talento del regista. Il punto è che questa volta non si tratta solo di un mistero da risolvere, tutt’altro: la trama solleva discussioni morali su quanto una persona possa fare per amore, arrivando a perdere il senno e la fede.

A mio avviso è l’interpretazione migliore di Hugh Jackman, che segnerà la sua carriera. Meno d’impatto il resto del cast, ma ciò non toglie il piacere di entrare nella storia. Come ha scritto Cristopher Orr: «Il lavoro fatto qui è semplicemente troppo potente per poter essere ignorato».

Anche perché ormai è facile scrivere una storia thriller: il difficile sta nel farlo parlando dell’uomo e della sua natura. Si sente profumo di Oscar.

Davide Casciotta

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