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mercoledì, 20 settembre, 2017 6:21

Roman Polanski fonde teatro e cinema, l’ennesimo capolavoro

Venere in pellicciaTratto dal celebre romanzo ottocentesco Venere in pelliccia di Sacher- Masoch (da cui è derivato, in seguito, il concetto di sado-masochismo), il nuovo film dell’ottantenne Roman Polanski è l’ennesimo, inevitabile, capolavoro del regista polacco.

Venere in pelliccia è ambientato interamente in un teatro e vede due soli attori – Mathieu Amalric e Emmanuelle Seigner – dividersi la scena per tutto il film. Almaric è Thomas, un regista teatrale che sta facendo dei provini per trovare la giusta interprete per il suo adattamento del romanzo di Sacher-Masoch. Dopo una giornata caratterizzata da provini molto deludenti, Thomas sta per chiudere il teatro, quando, a sorpresa arriva una donna misteriosa (Seigner) che sostiene di chiamarsi Wanda, come la protagonista del romanzo, e di voler sostenere il provino. Thomas accetterà e i due cominceranno a recitare i passi della piece teatrale, dando vita a una sorta di inconsapevole versione moderna dell’opera.

Venere-In-PellicciaGirato con eleganza e maestria e con due interpreti in stato di grazia, Venere in pelliccia è un’imponente opera che si articola su tre piani diversi (l’opera ottocentesca originale; la “versione” moderna improvvisata dai due protagonisti in teatro; il film), riuscendo nell’impresa impossibile di fondere teatro e cinema, facendoli diventare una cosa sola. Il regista, inoltre, truccando Mathieu Amalric in modo da farlo diventare un suo sosia e facendolo dialogare con Emmanuelle Seigner (sua moglie nella vita reale), trasforma il film in una intelligente seduta di coppia che diventa anche una profonda riflessione sull’amore e sul sesso.

Roman Polanski dunque si conferma l’ultimo grande regista del ’900 che è riuscito ad aggiornare continuamente la sua produzione, senza rinunciare ai temi a lui cari e soprattutto rimanendo, per quanto riguarda lo spessore artistico, sempre su livelli alti, se non altissimi.

Una menzione speciale, infine, per Emmanuelle Seigner: l’attrice e modella francese dà vita a un personaggio di una forza e di un grazia rara, che racchiude in sé tutti gli archetipi della bellezza femminile. Il film, così, oltre a essere una geniale opera con un piede nel teatro e uno nel cinema, si fa anche cantore della donna e della sua intelligenza.

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