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sabato, 21 gennaio, 2017 2:30

Russia Gay Not Friendly

404Nel 2013 è entrata in vigore in tutta la Russia una legge che vieta “la propaganda di rapporti non tradizionali ai  minori”, è chiaro fin da subito che con questa dicitura alquanto ambigua si vogliano intendere le relazioni omosessuali. Dall’entrata in vigore della legge c’è stato il dilagare di comportamenti omofobi: discriminazioni, aggressioni non solo verbali, ma anche fisiche. Si diffondono fenomeni come Occupy gerontofilai, in cui giovani che aderiscono a chat di scambi online vengono identificati, incontrati sotto falso nome, poi ripresi, picchiati, aggrediti: il video viene diffuso sul web e la vita delle vittime diventa un inferno. Se fenomeni come questi non trovano la giusta repressione da parte degli organi russi di controllo dei media, che hanno potere di censurare anche il web, tuttavia tutti i tentativi di espressione della comunità LGBT sono seriamente minacciati e sotto accusa.

Contro questa politica repressiva e discriminante c’è chi si muove più o meno silenziosamente per cercare una via d’uscita e per testimoniare quanto sta accadendo. Yulia Matsiy, giovane regista russa che vive da molti anni in Italia, ha realizzato Invano mi odiano un documentario sulla situazione dei cristiani LGBT in Russia. I cristiani, non solo devono affrontare le discriminazioni imposte dallo stato, ma anche le fortissime chiusure della sempre più potente e conservatrice Chiesa Ortodossa, che vede nell’omosessualità un’espressione quasi diabolica.

mosca-protestaPavel Loparev e Askold Kurov sono i registi di Children 404, un documentario che racconta la storia del gruppo Children 404 fondato da Elena Klimova sui social network Facebook e VKontakte. I minorenni LGBT si trovano in una situazione ancora più a rischio degli adulti, è infatti illegale dire loro che non sono sbagliati, che il loro orientamento sessuale non è né una colpa né una perversione. Per questo Klimova ha fondato questo gruppo: per raccogliere testimonianze di vita, per creare una rete di supporto in cui tanti giovani che si trovano nella stessa situazione d’isolamento e repressione possano avere sfogo e trarre conforto da storie come le loro. Ovviamente il progetto di Children 404 è fortemente a rischio: in molti si stanno mobilitando per farlo chiudere per sempre.

Entrambi i documentari ci aprono gli occhi su una situazione al limite del reale, in cui uno Stato discrimina apertamente quella che dovrebbe rimanere una libera scelta personale, mina la fiducia in se stessi, induce all’odio e non protegge dalla discriminazione, ma la incentiva.

Girare documentari come questi in Russia oggi è molto rischioso, è fondamentale mantenere il segreto e l’anonimato delle persone che vi partecipano, una volta terminati anche la distribuzione è ovviamente limitata, e strettamente vietata ai minori. Il nostro compito è parlarne e farli girare.

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