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martedì, 22 agosto, 2017 11:35

V/H/S: il colpo di coda del found-footage horror

Il foLocandina Blair Witch Projectund-footage horror è un sottogenere cinematografico che ha avuto un discreto successo nel primo decennio degli anni 2000. Come si desume dal nome, l’escamotage narrativo su cui si basano tutti i film appartenenti a questo filone consiste nel presentare le immagini che lo spettatore sta vedendo come video-registrazioni ritrovate casualmente.

Antesignano di questo genere fu, come tutti ricorderanno, il celebre The Blair Witch Project, il quale sfondò la porta dalla quale poi passarono i vari REC, Cloverfield e infine Paranormal Activity. Un filone fortunato, che, grazie alla fame di realismo che ha attanagliato la generazione Grande Fratello, è riuscito a creare una serie di lavori interessanti con budget risicatissimi.

Ora il found-footage horror ha mostrato un po’ la corda, essendo stato esplorato in lungo e in largo da molti registi ed essendo cambiate un po’ le mode; tuttavia a volte salta ancora fuori qualche pellicola interessante, che riesce ad aggiungere qualcosa di nuovo ad un genere abbastanza saturo. Questo è il caso di V/H/S, film a cinque episodi, girati da cinque registi diversi, presentato al Sundance film Festival nel 2012.

LocandinaIl film racconta la storia di quattro ragazzi balordi che entrano in una casa abbandonata per cercare alcune videocassette che dovrebbero contenere del materiale molto scottante, ideale per essere pubblicato su qualche sito porno. Dentro la casa tuttavia essi troveranno cinque videocassette che non contengono assolutamente materiale pornografico, ma filmati di tutt’altro genere. Le cinque Vhs che i ragazzi cominciano a guardare dentro la casa sono i cinque episodi che compongono l’intero film.

Pur non essendo chiaramente un capolavoro, V/H/S riesce a portare avanti il discorso iniziato da Blair Witch Project circa dieci anni prima, aggiungendo all’espediente classico del found-footage quello della sovrapposizione di registrazioni tipico dei nastri vhs, che coprono i video precedenti con i video nuovi, lasciando tuttavia trasparire, a volte, frammenti del filmato precedente.

Inoltre, e questo è l’aspetto alla fine più importante, è un horror che diverte, intrattiene ma soprattutto spaventa e inquieta come pochi altri negli ultimi anni. Girato con un budget minimo, muovendosi tra l’horror, il thriller e il fantastico, V/H/S sorprende nelle soluzioni narrative (un intero episodio è addirittura girato interamente su Skype), presenta almeno 3 episodi su 5 di ottimo livello e dimostra ancora una volta come l’horror sia un genere vivissimo, che sa esprimersi spesso in modo più libero di molto cinema d’autore contemporaneo.

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