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mercoledì, 23 agosto, 2017 6:28

Aids: si può guarire? Due bambine ci sono riuscite

 hivL’Aids è un’infezione mortale e ad alta possibilità di trasmissione, nella storia della medicina c’era solo un caso di guarigione dalla malattina, era il cosiddetto “Paziente di Berlino”, Timothy Brown uomo adulto curato grazie ad un trapianto di midollo osseo.

Non era mai successo però che un neonato potesse essere salvato dalla malattia ed è ciò che è successo nel Mississippi e del quale si è avuta notizia l’anno scorso. Alla bambina era stato diagnosticato il virus subito dopo il parto, i test hanno dimostrato come la bambina fosse stata infettata dalla madre durante la gravidanza. In questi casi le procedure dell’Oms, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, prevedono che un bimbo nato da madre sieropositiva dovrebbe essere curato con una quantità limitata di antiretrovirali per 4 o 6 settimane (per poi eventualmente aumentare le dosi).

In quel caso però i medici decisero di adottare un approccio più aggressivo somministrando alla neonata tre diversi farmaci retrovirali a sole 30 ore dalla nascita. Dopo solo un mese non c’era traccia rilevabile di Hiv nella bambina, oggi la bambina ha tre anni e mezzo e risulta sieronegativa a tutti gli effetti, potendo considerarla guarita. Questo caso venne soprannominato “Mississippi Baby” e ad oggi non è più il solo caso di bambino curato dall’Aids.

Un’altra neonata venuta al mondo nell’aprile del 2013 a Long Beach California, da madre con Hiv che non aveva preso le medicine per evitare la trasmissione al feto, è risultata sieropositiva ed è stata così sottoposta a terapie antivirali; tre sono state le tipologie di farmaci somministrati alla bambina: AZT, 3TC, nevirapine, dopo sole 4 ore dalla sua nascita.

I medici che l’hanno in cura, alla Conferenza sull’Aids tenutasi a Boston lo scorso mese, hanno annunciato che la bambina ha superato i test di DNA ed RNA positivamente, ciò significa che anche i più sofisticati test presenti in medicina hanno provato il fatto che sia guarita.aids-guarigione

Il direttore dell’Istituto Nazionale sulle malattie infettive, pioniere della lotta all’Aids, Anthony Fauci ha reso noto che a breve partirà uno studio che vedrà l’applicazione della nuova metodologia su 60 neonati nati già infetti: «Questo potrà portare a cambiamenti importanti nel trattamento dell’Aids per ben due ragioni: sia per il bene dei bambini, sia perché i risultati conseguiti sui neonati sono un’enorme prova del concetto per cui si può curare qualcuno se si inizia il trattamento subito». La sperimentazione verrà condotta in USA, Brasile e Sudafrica e se avrà successo potrà modificare i protocolli di trattamento per i neonati già contagiati.

Una notizia sorprendente che cambierà e in parte ha già cambiato il mondo della medicina, una sperimentazione che forse contribuirà a diminuire il tasso di mortalità infantile che affligge soprattutto l’Africa.

Lorenza Giovanardi

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