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mercoledì, 20 settembre, 2017 10:26

Dal boom al flop delle e-cig

Sigaretta elettronicaIl grande boom della sigaretta elettronica. A partire dal 2004 orde di accaniti fumatori iniziano a sperimentare questo prodotto che dovrebbe porre fine alla loro dipendenza. Numerosi vips vengono immortalati con in mano tale congegno, molti individui iniziano a usarlo spinti dalla moda del momento. Sembra che in Italia abbia già raggiunto il picco e stia iniziando il suo lento declino.

Parliamo di un settore che, secondo gli ultimi dati, ha creato circa 6.800 posti di lavoro e di un prodotto che ha dimostrato avere molti risvolti positivi sulla salute. Molte sono le argomentazioni a favore dell’e-cig e, proprio a luglio di quest’anno, il dott. Veronesi ha dichiarato che il suo utilizzo porterebbe a una riduzione dei morti di cancro al polmone.

Non c’è nulla di cancerogeno nelle e-cig, l’’unico componente sensibile è la nicotina che, sebbene crei dipendenza, è un componente volatile che non viene espirato ma che viene immediatamente assorbito dal corpo durante l’aspirazione. Non esiste possibilità di alcun tipo di contaminazione dell’ambiente e questo renderebbe possibile fumare anche nei luoghi affollati e al chiuso.

Electronic-CigaretteNonostante ciò, da giugno il mercato della sigaretta elettronica ha registrato soltanto segni meno in Italia. Agosto e settembre 2013 hanno evidenziato vendite costanti ma con un forte calo di aperture di punti vendita. A distruggere il business delle “E-cig” sembrerebbe essere stata una pubblicità negativa pesante, fatta di continue ricerche volte a dimostrare gli effetti nocivi sulla salute. Le grandi marche del settore, dopo molteplici accuse, si sono trovate obbligate a difendersi e a ribadire innumerevoli volte che i liquidi adoperati sono di provenienza italiana. In aggiunta, a incentivare questo lento declino, sono state le ipotesi di prossimi divieti legislativi e di una tassazione fiscale più intensa a partire da gennaio 2014.

Pertanto, si prevede un ulteriore calo di vendite tra il 50 e l 80% per la fine del 2013. L’Anafe (Associazione Nazionale Fumo Elettronico), ha scritto una lettera aperta al ministro dell’economia Saccomanni contro quello che viene definito “omicidio premeditato” di un business che aveva creato 4mila posti di lavoro e un fatturato di circa 350 milioni di euro nel solo 2012 ma che, nel 2014, sarà probabilmente ridotto a meno di un quarto.

Gli italiani, fumatori e non, possono solo scegliere su quale versante schierarsi e aspettare. L’attesa pare l’unica possibilità per capire quale piega prenderà la situazione e, se il mercato dell’innovativo prodotto nato con un grande boom, si trasformerà in conclusione in un flop.

Alessandra Benini

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