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giovedì, 17 agosto, 2017 10:10

Freelance sì, #coglioneNo

coglioneno1«#coglioneNo è la reazione di una generazione di creativi alle mail non lette, a quelle lette e non risposte e a quelle risposte da stronzi. È la reazione alla svalutazione di queste professionalità anche per colpa di chi accetta di fornire servizi creativi in cambio di visibilità o per inseguire uno status symbol. È la reazione a offerte di lavoro gratis perché ci dobbiamo fare il portfolio, perché tanto siamo giovani, perché tanto non è un lavoro, è un divertimento».

Questo è il manifesto della campagna #coglioneNo.

Si tratta di una campagna di sensibilizzazione verso tutti quei lavori per i quali la moneta usata non è più il denaro ma la visibilità. In rete sono stati inseriti tre video ironici che ben rappresentano la frustrazione di migliaia di giovani. A realizzarli è stato il Collettivo Zero composto da  Niccolò Falsetti, Stefano De Marco e Alessandro Grespan

I cortometraggi hanno raggiunto una viralità tale da ottenere quasi 30000 like in meno di 24 ore rivolgendosi a tutte quelle professioni della creatività digitale e non: dai professionisti dell’arte, a quelli della comunicazione, dei social network e a chi sta dietro alle home page dei siti web. Il problema è estremamentecoglioneno diffuso in Italia. Infatti, per aver incontrato una risposta tanto clamorosa, i tre giovani devono aver toccato un qualche nervo scoperto.

Spesso quelle professioni definite “creative” come grafici, videomaker, art, giornalisti si trovano a lavorare senza ricevere nessun tipo di remunerazione se non quella della visibilità data dalla piattaforma per cui investono il proprio impegno. La nuova generazione è creativa e motivata, ma spesso, le aziende si approfittano della “situazione di crisi perenne”. La vita del freelance e in generale la creatività richiede preparazione, competenza e perseveranza.

Il concetto di tutti e tre i video è sintetizzato molto bene dai rispettivi titoli: «Lo diresti al tuo idraulico?», «Lo diresti al tuo giardiniere?», «Lo diresti al tuo antennista?». Viene chiesto se ti permetteresti mai di chiedere l’intervento di una di queste figure professionali e poi, a lavoro terminato, comunicargli che non ci sono i soldi per pagarlo. Ai freelance questo capita di continuo.

Questo forse avviene perché attualmente per il lavoro creativo l’offerta supera la domanda. Nel lungo termine le possibili scelte per i lavoratori sono due: l’eccellenza (essere talmente bravo da entrare a far parte dei pochissimi a cui vengono commissionati i lavori ben pagati) e la diversificazione (specializzarsi in un campo dove il rapporto tra domanda e offerta di lavoro è più equilibrato). Entrambe le soluzioni possono essere problematiche e si può solo aspettare di osservare l’evoluzione del mercato.

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