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giovedì, 24 agosto, 2017 8:59

Identità di che?

identità-di-genereL’espressione “identità di genere” venne coniata dallo psichiatra e psicanalista Robert Stoller nel 1963, durante il Congresso Internazionale della Psicanalisi; a cinquant’anni di distanza, essa continua a suscitare infiammati dibattiti nell’universo accademico della Psicologia, mentre la deriva culturale che ne è scaturita si diffonde a macchia d’olio condizionando a più livelli – politico, religioso, ideologico – la società ormai globalizzata come pochi altri movimenti culturali hanno fatto prima.

Innanzitutto è opportuno precisare che, nel contesto psicobiologico della sessualità umana, l’identità di genere, ben lungi dal costituirsi come un elemento a se stante, ne rappresenta una delle quattro coordinate fondamentali. In particolare, la psicologia riconosce : l’identità sessuale, ovvero il sesso biologico di un individuo determinato dalle caratteristiche sessuali strettamente biologiche (cromosomi, genitali, ormoni); l’identità di genere, ovvero la percezione profonda del proprio essere uomo o donna, dipendente dalle strutture mentali di mascolinità o femminilità acquisite durante l’infanzia come risultato dell’identificazione parentale, educazione ricevuta e ambiente culturale; connesso all’identità di genere è il ruolo di genere, ovvero l’insieme dei comportamenti o delle caratteristiche interpretate come maschili o femminili al variare del momento storico – culturale; l’orientamento sessuale, quindi l’attrazione erotica di un individuo verso un altro di sesso opposto (eterosessuale), dello stesso sesso (omosessuale), di entrambi i sessi (bisessuale); il comportamento sessuale, ovvero le pratiche e gli atti sessuali risultanti dagli atteggiamenti verso la propria sessualità e il proprio partner. Sono proprio l’orientamento sessuale, il ruolo di genere e il comportamento sessuale a determinare nell’insieme l’appartenenza all’uno o all’altro genere.

Ma quale genere? Ci viene in aiuto la sigla LGBT, che affianca alle nozioni classiche di uomo e donna basate sul sesso biologico anche lesbica, gay, bisessuale e transgender. Ma non mancano le eccezioni: l’Australian Human Rights Commission ha identificato ben 23 generi sessuali, tra cui, oltre a quelli già citati: i trans, i transessuali, gli intersex, gli androgini, gli agender, i crossdresser, i drag king, i drag queen, i genderfluid, i genderqueer, gli intergender, i neutrois, i pansessuali, i pan gender, i third gender, i third sex, le sistergirl e i brotherboy. Pur mettendo da parte qualsiasi preconcetto, è innegabile come dati di questo tipo facciano pensare che ci siano delle notevoli oscillazioni di buon senso e di giudizio nei criteri di analisi dei generi, e che prima di arrivare a una loro precisa definizione debba passare ancora del tempo…con ogni probabilità, anche qualche ricerca in più in ambito accademico.

diritti-gayChe il dibattito culturale sia aperto, e ben lungi dall’essere chiuso, lo dimostrano i recenti avvenimenti politici. Prima fra tutte la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha votato in favore dell’abolizione del Defence of Marriage Act e della Proposition 8, assicurando agli omosessuali statunitensi la costituzionalità del matrimonio ma anche pari diritti in termini di pensioni, sanità, ed imposte; «Love is Love» ha twittato a caldo un frizzante Barack Obama.

Non sono mancate le proteste: si sono immediatamente levate le voci dei gruppi repubblicani e dei vescovi cattolici, il cui rappresentante – l’arcivescovo Timothy Dolan – ha commentato: « Un giorno tragico per la Nazione e per il matrimonio perchè la Corte Suprema ha sbagliato ». E non mancano nemmeno le contraddizioni: la decisione della Corte Suprema non inficia la libertà dei singoli stati facenti parti dell’unione che possono ancora decidere autonomamente quale posizione prendere chiamando i propri cittadini al voto. In Europa lo stesso iter è stato recentemente seguito dalla Francia, dove ancora una volta si è scatenato un oceano di contestazioni come anche di approvazioni; il BelPaese, da parte sua, pressato da più immediati ed urgenti problemi di governo, ha timidamente approvato alla Camera un disegno di legge contro l’omofobia.

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