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martedì, 22 agosto, 2017 11:28

Il business spirituale

san-pietro-turismo-spiritualeIl turismo spirituale è un fenomeno antico e consolidato : ancora oggi rappresenta un business di successo che ignora la tradizionale nozione di vacanza fondata sul fascinoso binomio sole-mare in favore di ambienti più nascosti e ameni.

Le cifre parlano chiaro: almeno 330 milioni di persone nel mondo decidono ogni anno di viaggiare per assecondare il loro lato più spirituale, costruendo così un business di 13 miliardi di euro che non di rado si rivolge a specifiche categorie di turisti o fedeli che dir si voglia : secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 35% di turisti spirituali è costituito da disabili, motivo per cui essa invita caldamente a progettare itinerari adeguati e ad abbattere le barriere architettoniche in loro favore. In tale contesto si inserisce la realtà dei pellegrinaggi, che, a seconda della destinazione e delle esigenze, possono essere organizzati per conto proprio dal fedele (“pellegrinaggi fai da te”) oppure, se si fa riferimento a veri e propri gruppi, con l’ausilio di agenzie di viaggio o delle stesse realtà religiose di cui si fa parte.

pellegrinaggio-deserto-turismo-spiritualeUn fenomeno che investe con forza particolare quelle aree del pianeta in cui la tradizione religiosa passata o presente ha assunto un ruolo determinante anche a livello culturale: per quanto concerne il cristianesimo è per esempio l’Italia a detenere il primato, dato che non stupisce se si pensa a come la basilica di S. Pietro attiri già da sola ogni anno circa 16 milioni di persone con un incremento del 20 % previsto proprio per il 2013; la capitale da sola rende il 60 % del fatturato del turismo religioso italiano che ammonta a 5 miliari di euro. Le mete religiose Italiane sono infinite, tra le più illustri Assisi (a cui viene riconosciuta una forte internazionalità) e San Giovanni Rotondo seguite a ruota da altre mete europee quali il Cammino di Santiago (350 mila pellegrini l’anno), Lourdes (5 milioni di visitatori), Fatima o Medjugorje che, malgrado gli accertamenti della Chiesa cattolica, rappresenta uno dei più grandi poli di attrazione turistica della Bosnia Erzegovina. A livello extraeuropeo, molto gettonate Israele e Palestina, ed i centri religiosi più importanti delle realtà orientali ortodosse. Facendo riferimento all’Oriente buddhista o induista, molto in voga sono le cosiddette “vacanze yoga”, a base di meditazione e dieta vegetariana in India come anche in Thailandia allo scopo di riequilibrare lo spirito e purificare il corpo (Nuova Delhi è uno dei centri più visitati); più rivolte all’attività fisica in Marocco, con escursioni nel deserto o trattamenti ayurvedici.

Malgrado le cifre elevate, non di rado il turismo spirituale è vittima di carenze o disattenzioni che non ne permettono il pieno sviluppo: spesso è opportuno saperne bilanciare il lato artistico culturale (ad esempio la visione di opere d’arte o di chiese o altri luoghi di culto) con quello più propriamente religioso, permettendo al turista di avere anche un riscontro privato attraverso esperienze individuali e spirituali. In poche parole, questo tipo di turismo richiede un’accurata e costante ricerca di feedback positivi.

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