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giovedì, 17 agosto, 2017 11:34

La parabola degli Harlem Shake

harlem-shake-tormentoneFino a poco tempo fa la strada per diventare famosi era la televisione: artisti, carismatici o persone di bell’aspetto potevano mirare alla ricchezza e alla popolarità per mezzo della scatola nera che tutti abbiamo in casa.

Da quando però Internet si è costituito come mass- media di concorrenza, e si tratta di tempi recenti, la chiave per il successo non è più solamente la Tv: molte persone sono riuscite a raggiungere una certa notorietà sfruttando i canali di diffusione offerti da questa nuova tecnologia, oltre che a dare origine a fenomeni di massa.

Uno di questi è l’Harlem Shake: nel 2012 il musicista elettronico americano Baauer aveva diffuso sulla piattaforma multimediale Youtube la canzone omonima e nel febbraio del 2013 qualcuno, ossia gente che voleva divertirsi, ha avuto l’idea di creare un ballo sulle note della canzone e di caricarlo, ancora, sullo stesso sito.

Si tratta di un ballo particolare: della durata di 30 secondi, è ambientato in una locazione quotidiana, un ufficio piuttosto che una casa privata. Nei primi 15 secondi una persona mascherata inizia a ballare, mentre le persone intorno ad essa continuano le proprie occupazioni. Poi la scena cambia, e a danzare sono tutti i presenti, muovendosi in modo disordinato e sconnesso. La maggior parte dei video si conclude con una scena al rallentatore e il ruggito di un leone. Apprezzati da molti, questi video sono stati imitati da studenti e lavoratori che si sono esibiti anche nelle Università e nelle piazze cittadine.

Ciò che ha colpito e che ha permesso a questa creazione di diventare così famosa è stata sicuramente la sua peculiarità di introdurre elementi insoliti e ironici in contesti quotidiani, dando l’idea di poter “spezzare” la giornata con un po’ di divertimento.

harlem-shakeIl marketing aziendale ha però approfittato della situazione: la diffusione dell’Harlem shake, sebbene sia partita da una necessità di intrattenimento, è poi divenuta una questione di affari. Aziende americane come la Maker Studios e la casa discografica Mad Decent avrebbero indirizzato il popolo del web verso i video, per i quali a tante visualizzazioni corrisponderebbero altrettanti incassi.

I fenomeni sono spesso destinati a breve termine: anche l’Harlem shake è stato rapidamente dimenticato e quasi non se ne parla più. È la caratteristica di ogni tormentone, temporaneo perché infine stancante e quindi “trapassato”.

Non c’è dubbio, tuttavia, che qualcun altro quest’estate darà il via a qualche nuova moda virale.

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