Echeion RSS
giovedì, 24 agosto, 2017 10:56

Palio di Siena: la tradizione dà una lezione

palio-di-sienaZoccoli che scalpitano sul terreno sollevando nugoli di polvere. Variopinti stendardi che sventolano fieri, musica, grida, abiti dalla foggia d’altri tempi: chi capitasse per caso, potrebbe pensare di esser stato magicamente trasportato indietro nel tempo di qualche secolo, nel bel mezzo di una festa medievale.

Invece questo è il Palio di Siena, una delle più illustri manifestazioni culturali italiane di ieri e di oggi. Si tratta di una competizione fra le contrade cittadine sotto forma di una giostra equestre: secondo alcuni (ipotesi remota), il primo Palio fu indetto per celebrare la vittoria sulla storica rivale Firenze nella battaglia di Montaperti (1260), ma le corse cittadine di cavalli erano d’uso già dal secolo precedente, da parte dei nobili come del popolo tutto. Il primo vero Palio avviene nel 1644.

Si corre in Piazza del Campo due volte l’anno – il 2 luglio per la Madonna di Provenzano e il 16 agosto per la Madonna Assunta - un fantino e un cavallo per ognuno dei 10 rioni (Contrade) in gara, sorteggiati tra i 17 complessivi della città. Palii straordinari si allestiscono anche in onore di eventi rilevanti per la comunità, come fu per la fine della II Guerra Mondiale.

Nessuno sponsor: è il Comune ad organizzare la gara, trasmessa dalla Rai e in Eurovisione. La festa si snoda su 4 intensi giorni, ricchi di appuntamenti, che si preparano da tutto l’anno con grande dedizione.

fantino-palio-di-sienaIn gioco è il palio (dal latino pallium, mantello di lana), uno stendardo di seta dipinto a mano: vince il cavallo che, con o senza fantino, compie tre giri della piazza in senso orario. Cruciale il momento della partenza (la mossa), che si svolge secondo un delicatissimo meccanismo soggetto a strategie e impenetrabili tentativi di accordo che rendono la fase d’inizio anche piuttosto lunga. I cittadini festeggeranno per settimane la loro Contrada, la loro patria vittoriosa, con cortei e cenini, tanti quanti le vittorie conseguite. Ospite d’onore, il destriero vincitore.

Mentre altre manifestazioni simili sono semplici rievocazioni storiche, il Palio si disputa da alcuni secoli ininterrottamente. È un bene mantenere vive tali espressioni della tradizione: oggi che ogni “quartiere” è in diretto contatto col mondo le diversità sono preziose, perché solo dove c’è differenza può esserci vero scambio.

E in un tempo in cui non si sa più per cosa lottare davvero, non sarebbe male imparare da qualcuno che mostra di voler spendere tutte le proprie forze per ottenere qualcosa. Perché alla fine la vittoria, oltre che propria, è di tutta la comunità.

Arianna Tarantino

Ti è piaciuto? Condividilo con i tuoi amici

Condividi

I Topic trattati

Che cosa ne pensi?