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venerdì, 18 agosto, 2017 7:10

Swapping: il tradizionale baratto in veste moderna

reoose-homepageStanze invase da mucchi di oggetti in disuso frutto di un consumismo sfrenato che porta ad acquistare e accumulare. Spesso rinunciamo all’acquisto di ciò che ci serve perché la casa è già sommersa da cose seminuove che è un peccato gettare ma che non utilizziamo. In questi casi niente di meglio dello scambio (swap). Un ritorno all’antico baratto in una maniera nuova: on-line.

Vere e proprie piazze virtuali, siti che consentono di ridurre le spese e liberare la casa. Le merci, oggetti, servizi e persino il tempo possono sostituire la moneta. Basta iscriversi, pubblicare le immagini di ciò che non ci serve più e cercare ciò che si vorrebbe accordandosi con l’interlocutore. Molti sono i siti adibiti a questo che funzionano approssimativamente allo stesso modo ma che si differenziano per tipologia di prodotto o per piccoli particolari nella gestione dello scambio.

Per quanto riguarda lo swap di oggetti i più utilizzati sono zerorelativo.it e reoose.com. Nel primo la valutazione dello scambio è lasciata alla contrattazione tra i singoli mentre il secondo utilizza il sistema dei crediti in cui è l’oggetto stesso a determinare il suo valore. All’avvio vengono regalati cinque crediti, a cui si sommano quelli che l’utente ottiene compiendo azioni social, acquisendo l’oggetto offerto da qualcun altro si guadagnano crediti che possono essere spesi per mettere in circolo il proprio.

coseinutili-homepageSiti come e-barty.it e swapclub.it invece si focalizzano principalmente sui vestiti, abiti e accessori, tutto ciò che è contenuto in un armadio e che potrebbe far felice una donna. Allo stesso modo c’è la possibilità di barattare tempo, abilità e servizi come accade su coseinutili.it, timerepublik.com oppure su sfinz.com dove gli utenti inseriscono una richiesta e privati, professionisti e aziende realizzano quanto richiesto.

Grazie allo swapping si può anche fare vacanza in modo alternativo con un budget ridottissimo. Viaggiare in tutto il mondo utilizzando la casa degli altri utenti oppure tramite lo scambio di ospitalità che prevede che ci si ospiti a vicenda in periodi diversi. Tale pratica può suscitare qualche perplessità e timore sull’adeguatezza della propria abitazione. In realtà molti stranieri prediligono piccole case fuori dal centro della città e gli scambi sono gestiti da siti come homelink.it, homeforhome.com e scambiocasa.com.

È quindi sufficiente seguire alcune semplici regole come barattare solo con chi comunica in modo chiaro e tempestivo, evitare di inviare denaro e di concludere accordi con chi non è mai reperibile. In questo modo gli scambi possono avvenire in maniera sicura e potranno arrecare vantaggio sia consentendo di svuotare la propria casa dalle cose inutili sia facendo risparmiare denaro nell’acquisto di oggetti che riteniamo necessari.

Alessandra Benini

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