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sabato, 19 agosto, 2017 6:58

Un chip e uno smartphone e il tatuaggio (digitale) diventa un allestimento artistico

il-tatuaggio-digitaleIl tatuaggio, con la sua capacità di riadattarsi a usi, costumi e investimenti di senso di chi sceglie di segnarsi la pelle, è la più versatile delle arti? Stando all’ultima trovata dell’artista visivo Anthony Antonellis sembrerebbe di sì.

Contribuendo all’avverarsi delle profezie cyber su una tecnologia sempre più fusa con l’uomo e le sue membra, infatti, è il primo a poter vantare un tatuaggio digitale. Come funziona? Grazie a un chip RFID, simile a quelli usati in anagrafe canina, delle dimensioni di un granello di sabbia e dalla capacità di 1KB, impiantato con un piccolo intervento chirurgico sotto la cute. Basta avvicinare uno smartphone, un tablet o qualsiasi altro simile devices a pochi centimetri dal punto in cui è posizionato per vederne comparire sullo schermo il contenuto.

Come spiega l’artista sul sito personale, infatti, il segnale emesso dal chip – comunemente criptato per gli usi legati a privacy e sicurezza che se ne fanno – è liberamente fruibile in modalità “read only” anche se, almeno per il momento, sta a lui decidere contenuti e tempi dell’upload. La prima immagine caricata? Niente a che vedere con la resa pittorica e la complessità di certi tatuaggi “analogici”, del resto è stato lo stesso artista a dirsi rabbrividito di fronte al paragone. tatuaggio_antonellisMeglio considerare il suo “net art chip” come un dispositivo di archiviazione di massa, in cui per il momento è salvata in GIF solo la coloratissima icona della home, ma che presto potrebbe arricchirsi di tantissimi altri file in formati altrettanto diversi. 

L’idea di Antonellis sembrerebbe, infatti, quella di riuscire a realizzare un “micro-allestimento” cutaneo, una sorta di catalogo riscrivibile e modificabile delle migliori favicon – abbreviativo da addetti al mestiere di favourite icon – realizzate o scovate in Rete. Per questo sta contemporaneamente lavorando ad un app per Android che permetta, oltre al download dell’opera, di visualizzarne informazioni aggiuntive o di rivedere oggetti precedentemente esibiti.

In attesa di sviluppi futuri, il progetto di Antonellis sta già facendo molto discutere la blogosfera: l’artista, infatti, è stato accusato di non considerare i risvolti medici e salutari, oltre che il pericolo d’imitazione, di questa smania di indossare l’arte. Polemiche cui, però, è presto seguita la personale rassicurazione sulla non pericolosità del chip e sull’essere in dolore dell’operazione che sarebbe «come quando qualcuno ti punge con la punta di una gaffetta».

Virginia Dara

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