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giovedì, 17 agosto, 2017 11:30

Vittoria a Parigi: Italia regina del cioccolato

davide_comaschiL’Italia sbaraglia la concorrenza e trionfa a Parigi: Davide Comaschi, classe 1980, il 30 ottobre ha conquistato il titolo mondiale di cioccolataio al World Chocolat Masters che ogni due anni incorona un vincitore.

La quinta edizione della competizione, durata tre giorni, ha visto fronteggiarsi i migliori artisti del mondo a colpi di fruste e fondente; praline, sculture, dessert al piatto e torte multistrato sono stati i protagonisti indiscussi dello spettacolo, tema del 2013 “l’architettura del gusto”.

Davide, della “Pasticceria Martesana” in via Cagliero a Milano, ha conquistato pienamente la giuria internazionale con le sue dolci creazioni, prendendoli per la gola. Il suo capolavoro: una statua di donna dai capelli dorati, composta da 80 kg di cioccolato. L’opera interamente costruita ad incastro senza l’utilizzo di colla, supera i due metri di altezza e non può che catalizzare lo sguardo degli spettatori su di essa. scultura_vincitrice

Alla proclamazione scatta l’urlo liberatorio, l’adrenalina scorre veloce, la gioia deve esplodere. Si brinda, si piange, ci si abbraccia. «Emozionato. Contento. Felice.» queste le uniche parole che riesce a pronunciare il neocampione durante la premiazione: i suoi sforzi e quelli del suo team sono stati ripagati.

Dopo la vittoria di gennaio ai Campionati italiani di Rimini, il giovane trentatreenne si è dedicato giorno e notte a questa impresa, operando in totale riservatezza all’interno di un magazzino, non dovevano trapelare informazioni prima della gara. Dieci mesi di preparazione costati fatica e sudore, ma accompagnati da una grande passione che gli ha permesso di non mollare: «Sono goloso» sostiene Comaschi «è questo il segreto del mio successo». Rientrato da poco in patria, si gode la sua vittoria e si rimette subito al lavoro per migliorarsi sempre più. Per la prima volta l’Italia conquista il posto più alto del podio e alza il trofeo. Milano e il Bel Paese aggiungono al petto una piccola medaglia piena di speranza.

Francesca Triulzi

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