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giovedì, 17 agosto, 2017 11:56

VinItaly, dove ancora dettiamo legge

vini-italiani-maggiore-produzioneNon è certo fatto ignoto che una delle principali eccellenze italiane sia rappresentata dalla viticoltura e dalle migliaia di cantine che costellano il nostro paese, dalla Valle d’Aosta fino alla Sicilia, e che rappresentano una delle nostre principali attrattive anche in ambito turistico, grazie ad iniziative sempre più frequenti come Cantine Aperte. Il vino, da semplice accompagnamento sulla tavola, è diventato vero e proprio culto anche per i più profani, che vengono “iniziati” da queste iniziative alle tante tecniche di produzione.

Da anni, nonostante alti e bassi dovuti al nostro clima sempre più incostante e volubile, questo settore si mantiene ad altissimi livelli: siamo tornati ad essere il primo produttore al mondo, sorpassando i soliti cugini d’Oltralpe; i nostri vini sono premiati ovunque ed i nomi delle nostre cantine sono vanto per la nostra italianità. Andiamo quindi ad analizzare i principali successi vinicoli degli ultimi tempi, partendo dal sorpasso sul filo di lana a danno della Francia.

La sfida Italia-Francia va oltre il semplice fatto della vittoria, è qualcosa che viene da lontano, parte dalla gastronomia, passa per il calcio, arriva al vino e prosegue ancora oltre. In ambito vinicolo appassiona anche chi non è un sommellier: che sia anche solo un sorpasso nella quantità prodotta, è già un gran risultato per il nostro paese. Ma cosa ha determinato questo inaspettato sorpasso?

vini-italianiNonostante Coldiretti non avesse previsto una simile crescita, il nostro paese ha prodotto un totale che supere i 44 milioni di ettolitri, a fronte di una Francia che si ferma a 43.5. Frutto di una fine di estate assolutamente pazza per noi e che ha visto le stime puntare decisamente al rialzo, mentre la zona del Bourdeaux (la più importante al mondo nel settore) è stata flagellata da piogge e grandini che ne hanno minato la produzione (si prevede un calo del 20%). Questi 44 milioni di ettolitri saranno ripartiti tra le decine di etichette italiane: oltre il 40% andrà ai 331 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 59 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30% ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) e il restante 30% a vini da tavola.

Ma, come si suol dire, la quantità è nulla senza la qualità. E per non farsi mancare niente, i nostri vini continuano a confermarsi tra i migliori al mondo: nell’ultima classifica dei 100 migliori vini al mondo stilata da Luca Gardini (Campione del Mondo Sommelier nel 2010), sono ben 37 i rappresentanti italiani, quasi il 40% del totale, con ben 2 etichette Barolo nella Top 10.

Ma il massimo riconoscimento mondiale in campo enologico ad oggi è l’International Wine Challenge. In questa vera e propria competizione i vini vengono sottoposti ad assaggio “cieco” per garantire la massima correttezza, e vengono assaggiati da 10 tra i migliori sommelier in 3 momenti differenti. Se la Francia si è confermata prima della classe, l’Italia non sfigura affatto con 38 medaglie d’oro, 170 d’argento, 329 di bronzo e 445 menzioni.

La stima dei ricavi all’estero di questa strepitosa annata si attesta attorno ai 5 miliardi euro, con un +10% sul 2012. Prima tra tutte la Germania, con una crescita del 13%, ma il nostro export procede spedito anche nella stessa Francia (+12%) e in Gran Bretagna (+8%). Un vero e proprio boom si registra invece in Russia (+32%) e risulta positivo anche il dato asiatico, con una crescita complessiva del 3% ed un aumento del 5% in Cina.

Andrea Pacini

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