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sabato, 24 giugno, 2017 7:27

Il minimo senza il massimo non esiste: stile understatement

3 giugno 2014 Hot News, Moda

understatement-style Quando uno stile improntato sull’opulenza affatica lo sguardo di chi lo indossa e chi lo guarda, ecco sopraggiungere il detto modaiolo Less is more: meno è meglio, ma perché?

Se negli ultimi anni emergeva la voglia di dover ostentare un presunto benessere attraverso abiti e accessori tinti d’oro e ricoperti di pietre, ora si è convinti più che mai che l’eleganza sia racchiusa nella semplicità e che debba essere accennata; cadere nel banale errore di dover aggiungere un surplus che non serve, è la “buccia di banana” da evitare.

Lo stile Minimal, suggerito per questa primavera/estate, si sviluppa negli anni novanta con l’obiettivo di ripulire il decennio precedente, carico di eccessi; vi è la voglia di depurare l’immagine per riportare tutto all’essenziale.

Miuccia Prada, musa ispiratrice del minimalismo chic, ha introdotto un nuovo modo di concepire l’abito dimostrandosi al quanto disinteressata al lato seduttivo del vestire, non a caso dichiara: Non voglio più creare abiti sciccosi. « Faccio vestiti brutti con stoffe brutte, bad taste, appunto».

Helmut Lang, icona dei Novanta, ha proposto uno stile pulito, urbano, moderno e nelle sue collezioni la tecnologia si fonde con la semplicità delle stoffe ricavate da fibre naturali; è il non colore e il non decoro accostato a singolari combinazioni tessili a fare la differenza.

understatement-styleJil Sander, per esaltare la sobrietà profetica dei suo abiti, mette in pratica il Less is more di Miesvan der Rohe puntando sulla ricercatezza dei tessuti e si fa capostipite del filone seguito da Calvin Klein e Donna Karan.

Nel ripercorrere le tappe fondamentali degli anni novanta si evince l’esigenza di dover sperimentare “ il minimo con il massimo”, perché l’uno senza l’altro non esisterebbe.

Reduce di un periodo storico colmo di cambiamenti, il Minimalismo avanza sulle passerelle P/E 2014-15 e sussurra l’eleganza senza parole stridule.

Il monocolore, le geometrie, i tagli netti, le nuance ultra soft sono le regole da seguire per meglio interpretare questo stile definito understatement: MaxMara, Stella McCartney, Burberry Prorsum sono i primi nomi di una lunga lista di brand che inseriscono la donna in un mood dove la vera bellezza va ricercata in un qualcosa di amorfo ed impercettibile.

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