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giovedì, 17 agosto, 2017 11:19

L’attacco dei cloni

cappotto-oversize-celineA chi non capita, vedendo le immagini della settimana della moda, di venire preso da improvviso amore per un capo o un accessorio? Peccato che a questo momento estatico segua sempre una cocente delusione, alla scoperta che l’oggetto dei desideri costa quanto due anni di stipendio.

Per fortuna ci vengono in aiuto i vari brand low cost che non vedono l’ora trarre ispirazione dalle sfilate, riproponendo in modo più o meno palese le idee degli stilisti. Se siamo fortunati quindi possiamo trovare un clone dell’abito dei nostri sogni a un prezzo accessibile.

Certe volte però la mania del copiare prende un po’ la mano e vediamo spuntare nei negozi capi veramente improponibili, che, se potevano avere un senso alla sfilata o sfoggiati da Anna dello Russo in uno dei suoi momenti di follia, appaiono decisamente ridicoli sui comuni mortali.

cappotti-stella-mccartney-e-topshopUn esempio palese sono i cappotti oversize: sappiamo che Celine li ama e li ha proposti in tutte le salse ma purtroppo chi li indossa sembra abbia pescato nell’armadio del fratello maggiore. E che dire poi del cappotto scozzese di Stella McCartney, pericolosamente somigliante a una vestaglia, che è stato copiato fino all’ultima cucitura dai designer di Topshop? A loro va il merito di aver almeno cambiato il colore ma ancora non ci siamo: se proprio vi piace abbinatelo a un paio di pantofole e a una camomilla, ma non provateci a sfoggiarlo in strada.

giacca-oversize-stella-mccartney-e-zaraDi fronte a siffatti orrori stilistici non possiamo evitare di chiederci se i negozi low cost certe volte non sbaglino target: i designer dell’alta moda possono permettersi di creare capi adatti a una ristretta cerchia di persone ma quando si tratta di negozi meno esclusivi, gli abiti devono poter essere indossati da tutti. Se un vip ha uno stile trash, lo definiranno eccentrico o originale, mentre una persona normale verrà semplicemente ritenuta ridicola. Non tutti abbiamo la faccia tosta di Anna dello Russo o Lady Gaga, è ora di farsene una ragione.

Rendere una tendenza alla portata di tutte le tasche è sicuramente un’idea vincente ma perché invadere i negozi di capi che risultavano poco credibili già sulla passerella?

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