Echeion RSS
mercoledì, 23 agosto, 2017 6:36

«Dietro ogni donna vincente si nasconde…un’altra donna»: l’indomabile Cyndi Lauper

she-s-so-unusualNelle note di copertina di Sisters of Avalon – personalissimo tributo alla donna – il riferimento è alla produttrice e co-autrice Jan Pulsford, ma non sarebbe sbagliato immaginare la frase quale frutto di un bilancio a posteriori dell’artista, autoriconoscimento delle proprie capacità da parte di una donna che, come si suol dire, si è fatta da sé.

La ragazza che voleva soltanto divertirsi è cresciuta ma il suo album maturo, premiato dalla critica per tematiche affrontate e doti vocali non ha avuto tuttavia buon successo in termini di vendite. Altri sono stati i colpi messi a segno da Cyndi Lauper.

She’s So Unusual per esempio, che ha da poco compiuto la trentina ma è stato rispolverato per la deluxe edition con l’aggiunta di demo rari, brani live e qualche remix eseguito da nomi cool del momento.

Era il 1983: avevano fiutato l’affare quelli della Epic Records mettendola sotto contratto dopo lo scioglimento della sua sfortunata band rockabilly, i Blue Angel. Non poteva passare inosservata, secondo loro, quella piccola donna esuberante, con la capigliatura punk, il look carnevalesco e la voce impertinente, capace di elevarsi ad ottave inaspettate e precipitare a toni disperatamente drammatici. La affidarono a un promettente produttore e le diedero a disposizione una manciata di pezzi: Cyndi era un’interprete di razza e poiché le canzoni in questione le calzavano meglio dei suoi strampalati vestiti, ricoprendo il suo personaggio così fedelmente da sembrar cucite su misura, ci fu il botto.

cyndi-lauperTitolo programmatico, nel caleidoscopico She’s So Unusual c’erano tutti gli ingredienti per tenere occhi ed orecchie ben aperte: anticonformismo – l’inusuale Cyndi in versione zingaresca davanti a un locale pericolante, a piedi scalzi e con i vestiti stracciati – piccante voluttà – quell’ode alla masturbazione femminile che è She Bop – ma anche tenero romanticismo – Time After Time, capace anche di ricevere l’inaspettato elogio di Miles Davis – e poi il tocco punk dei fulvi capelli, la voce pulita ma graffiante, Prince (proprio lui: Cyndi non vacilla nel compito di cimentarsi in una sua cover in When You Were Mine) ma a cambiare la vita della Lauper fu soprattutto il primo singolo, quella contagiosa e singhiozzante vertigine di Girls Just Wanna Have Fun che basta da sola a descrivere l’elettro-pop anni Ottanta.

Il successivo True Colours fu però ben lontano dal ripetere tale successo così presto la stella della Lauper iniziò a offuscarsi. C’è poco altro di davvero memorabile nella sua disordinata biografia musicale (il terzo album A Night to Remember è ben accetto dalla critica, ma non dal pubblico, stessa sorte per Hat Full of Stars - a parte Sally’s Pigeons entrata a far parte del suo repertorio classico – e Memphis Blues, cover di classici del suo primo amore, il blues)ma She’s So Unusual è sufficiente per tenere Cyndi lontano dall’oblio e anzi, nella nuova edizione, è ancora qui, nonostante gli acciacchi sonori del tempo, quale testimonianza del fatto che la ragazza sì, si è davvero divertita.

Veronica Talone

Ti è piaciuto? Condividilo con i tuoi amici

Condividi

Che cosa ne pensi?