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sabato, 19 agosto, 2017 2:51

“Dio ti benedica, signora Robinson”: Simon and Garfunkel

the-graduate«Mrs Robinson lei sta cercando di sedurmi, non è vero?»: scena topica a coronamento dell’apatia che accompagna il giovane Laureato Benjamin Braddock. Prima l’avevamo visto nei suoi labirintici pensieri, sdraiato sul materassino nella piscina di casa, mentre la voce fuoricampo intonava The Sound of Silence, lo vedremo poi, in viaggio da Elaine al ritmo di Scarborough Fair. Indicazioni ulteriori su questo gioiello cinematografico, mi sembra, siano superflue; interessante è invece il backstage della sua colonna sonora, The Graduate, disco che consente ai suoi cantori di conquistare un Grammy.

È il 1967: nell’epopea della coppia d’oro del folk-rock, siamo ad un punto mezzano, né gli esordi né il capolinea – a quello, crediamo, malgrado i divorzi e le riconciliazioni che la memoria non sa contare, di essere ben lontani – .

Paul Simon e Art Garfunkel si conoscono da sempre. Vengono dalla borghesia ebraica di Forest Hills, Queens; dall’America del dopoguerra, della radio e del boom. Nel 1964, quando registrano la canzone The Sound of Silence, hanno appena fatto la prima pace dopo essersi detti il primo addio. È la versione embrionale – sole voci e chitarra acustica – con in nuce già quell’arcana, oscura ed enigmatica bellezza, eppure è un flop. Quanto inaspettato giudicatelo voi, sapendo che in America quel giorno atterravano i Beatles.

Allora Paul cambia aria, va in Inghilterra dove trova l’amore, a futura memoria, della mitica Kathy; Art rimane in patria a studiare Bob Dylan, nume tutelare del decennio. Al produttore discografico Tom Wilson però viene una grande idea: recuperare The Sound Of Silence e riverniciarla elettricamente, dylanamente. Senza interpellare né l’uno né gli altri vi aggiunge eco, chitarra e batteria e la rende cartolina sonora degli anni ’60. Paul viene richiamato in patria, non c’è tempo da perdere. Intanto l’assassinio di Kennedy (che pure ispirò la stesura di Sound Of Silence), poi il Vietnam, Martin Luther King e le lotte per i diritti civili imperversavano ma Simon seppe lambire i confini della controcultura senza mai esporsi oltre un certo limite. Era un folk educato il loro, dalle buone maniere, una brezza primaverile dopo l’infernale Rock’n’Roll.

Simon-and-GarfunkelEd ecco, proposta ancor più allettante, la colonna sonora de Il laureato, con la popolarità mondiale, un nuovo divorzio e quella fatale e quasi-definitiva Mrs Robinson.

Lo sarà poi in Bookends, album di vecchie foto, divagazioni passate sulla loro vita di coppia, con quella struggente Old Friends che prepara la strada all’ineluttabile Bridge Over Troubled Water, disco che di quell’album è l’ultima (?) pagina: lì infatti, la notizia ufficiale dello scioglimento.

Con buona pace di entrambi, se Simon ne è stato l’estro, senza l’angelica voce di Garfunkel non avremmo mai vissuto il mito. Quelle armonie per fortuna sono ancora lì – devi averle nascoste bene, signora Robinson, in un posto dove nessuno va mai, o in dispensa con le tue torte – impolverate, ma seducenti come il ricordo di una vecchia fidanzata. O una vecchia amica, più ancora dell’Oscurità.

Veronica Talone

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