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mercoledì, 23 agosto, 2017 6:25

Jordi Savall: C’era una volta…

jordi-savallLe corde di contrabbasso simulano l’effetto terribile del vento e della furia del mare. Oboi e violini imitano il rollìo della nave sulle onde. Eccoci nella Tempesta di Marin Marais, letteralmente.

Se i contemporanei del gambista più famoso di Luigi XIV rimasero stupefatti da quell’impeto, dai flutti trasferiti sullo spartito, l’effetto odierno può avvicinarsi a quello di tre secoli fa.

Il merito è di Jordi Savall, concertista, insegnante, narratore, instancabile e appassionato studioso, archeologo di tesori musicali abbandonati, una delle personalità più eclettiche del panorama musicale odierno, che si dedica da una vita al revival della musica antica.

Con le tre formazioni orchestrali, fondate insieme alla moglie soprano Montserrat Figueras, Hespèrion XXI, Capella Reial de Catalunya e Concert des Nations ha permesso la rivalutazione di un repertorio che spazia dalle musiche dei manoscritti medievali ai compositori del periodo rinascimentale e barocco fino ad approdare al Romanticismo e che ha come fine la totale fedeltà filologica attraverso l’utilizzo degli strumenti d’epoca, semisconosciuti alla classica standard.

Mare Nostrum è l’ultimo lavoro realizzato assieme a Montserrat Figueras, compagna di vita e progetti, scomparsa da poco. Un omaggio al Mediterraneo; quel “nostro” che per i Romani significava possesso oggi è di tutti i paesi e i popoli che stanno e vivono al suo intorno. Un Mediterraneo che è stato e continua ad essere diviso dalle sue tre religioni monoteiste, o meglio dal fatto che ognuno considera la propria il solo cammino verso la salvezza, ma può riunirsi attraverso la musica. Gli artisti possono aiutare a rimarginare le ferite? «Certo, capiamo i suoni più che le idee».

Montserrat-Figueras-Jordi-SavallTutto il lavoro di ricerca e di esecuzione è affidato all’etichetta Alia Vox, da lui fondata. “Voce altra”, nella traduzione stessa, la volontà di Savall di offrire al pubblico un repertorio musicale inusuale seppur ancorato alla tradizione.

Ma a quale tipo di pubblico? La sua intensa attività, più di 170 dischi che avvolgono quattro secoli di storia della musica, i numerosi riconoscimenti (nel 2008 è stato nominato Ambasciatore per il dialogo interculturale e Artista per la pace all’interno del programma dell’UNESCO) hanno dimostrato che la musica antica non è necessariamente elitaria e può interessare anche un pubblico giovane e vasto. Dopotutto, anche se spesso non c’è fiducia nella rimuneratività di tali progetti, la creatività popolare vive in tutte le epoche, risorge sempre, Jordi Savall ne è profondamente convinto e vuole esserne un testimone, ora come allora.

«La mia adolescenza? Era l’epoca di Elvis Presley e tutte quelle cose lì. Sentii il Requiem di Mozart accompagnato da un quartetto di corde. Mi colpì in una forma estrema e mi dissi, se la musica ha questa capacità allora voglio essere musicista».

Veronica Talone

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