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lunedì, 21 agosto, 2017 11:53

Ragazzi di strada

TwistVittorio Gassman che balla il twist è impareggiabile. Eccessivo come sempre («Ahò, e famme ballà, no? Sto a creà!») al ritmo di Guarda come Dondolo, sotto lo sguardo di un Roberto Mariani (J.P. Trintignant) insicuro e spaesato, inaugurerà in un sol colpo il manifesto di una società e la sua colonna sonora.

È il 1962, il film è Il Sorpasso di Dino Risi, i motivi musicali (tra i più in voga nel periodo): Saint Tropez Twist di Peppino di CapriGuarda come DondoloPinne Fucile ed Occhiali di Edoardo Vianello e Vecchio Frac di Domenico Modugno. I due protagonisti sono simbolo di due entità della stessa nazione: l’una meschina e infingarda, borghese (Gassman alias Cortona), l’altra timida, perdente ma matura nella sua coscienza di classe nell’Italia di quegli anni, del miracolo economico, del boom e delle trasformazioni, che usciva da decenni bui fermamente determinata a spassarsela.

È una società che si mette in moto ogni domenica, su via Aurelia, dal centro dell’afosa capitale attraversa i quartieri bene, le borgate popolari fatiscenti e correndo su auto aggressive, truccate nel motore e negli allestimenti, raggiunge le spiagge della riviera per celebrare il rito della festa, tra soste in autogrill, lunghe code e incidenti frontali.

Una società che, complice Fernanda Pivano, sente fortissime le influenze d’oltreoceano; mentre di giorno i “capelloni” si riuniscono in piazza di Spagna o in piazza Castello a Torino, le notti portano il nome di Via Tagliamento, col PiperClub e il Kilt che la fanno da padroni sul Titan Club, il Vun Vun, il Pit 77, il Piperla di Torino e il La Mela di Napoli.

Il SorpassoNel 1964 debutta l’Equipe 84, ed è Beat anche in Italia. Dik Dik, Giganti, Camaleonti, Nomadi, Pooh e Corvi si scontrano a colpi di batteria e colori sulle camicie mentre la ragazza del Piper (Patty Pravo) e la ragazza del Kilt (Nancy Cuomo) scuotono ciglia e capelli con aria di sfida.

Cantano canzoni degli altri (Io Ho In Mente TeBang BangSognando la CaliforniaRagazzo di Strada) e ne scrivono gli uni per gli altri; Mogol traduce Bob Dylan, I Corvi fanno lo stesso con Donovan e i giornalisti musicali insorgono urlando alla poca originalità che hanno sempre visto (immeritatamente) nel Beat italiano. Guccini scrive l’incipit di Dio è Morto omaggiando l’Urlo di Allen Ginsberg e i critici insorgono ancora.

Mentre nel resto del mondo verrà presto superato, in Italia il fenomeno continuerà fino al 1968, tramontando poi nostalgicamente assieme agli ideali della stessa società che lo favorì; i Pooh, i Camaleonti, i Nomadi prenderanno la strada melodica, mentre I Quelli (la futura strabiliante PFM) insieme ai New Trolls, Le Orme e I Giganti il sentiero ugualmente fortuito del rock progressivo.

Ci si avviava velocemente alla fine di un sogno, un sogno “innaturale come il boom” direbbe Fitzgerald, le due entità della nazione erano al bivio e soltanto a una era dato sopravvivere. L’altra, col suo sottofondo musicale, che abbia seguito il Mariani? Nel salto nel vuoto dalla scogliera, al grido di “Vola! Supera!”, dopo il tragico sorpasso sul litorale toscano.

Veronica Talone

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