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sabato, 19 agosto, 2017 2:51

Tutto e Niente

«Di notte voglio entrare nei segreti tuoi/E voglio costruire una fortezza senza inganni»

piero-pelù-primo-maggioVoglio raccontarvi una storia. Concerto del primo maggio 1993, Roma: sul palco un quotidiano, uno qualsiasi non importa quale, arde lentamente, simbolica vittima sacrificale in nome di tutta la sua specie. Intro sinistro, Renzulli, ledzeppeliniano, può dare sfogo al suo wah wah, gran lavoro di Aiazzi alle tastiere nonché una vocalità di Piero Pelù molto teatrale; i Litfiba si esibiscono con Maudit.

«Di notte voglio entrare nei segreti tuoi/E li voglio raccontare alla gente che s’inganna»

Tratta dall’album Terremoto, disco di dura critica, un condensato di sole, asfalto, campagne arroventate e notti ristoratrici di frescure; ricorda la morte nel pomeriggio del western alla Sam Peckinpah, con in più la tequila.

«Di notte voglio ballare nella televisione/Truccarmi da pallone e poi raccontarvi tutto»

Influenzata dallo scenario sociopolitico italiano, vuol raccontare tutto sul malaffare e il sistema di potere corrotto, Tangentopoli, lo strapotere dei mass media all’indomani del “piano di rinascita democratica” di Licio Gelli, tutto sulla Chiesa e la massoneria, «Tutto tutto sulla mafia/Tutto tutto sulla P2».

Il testo è essenziale, rifugge noiosi assoli, sprechi di parole e punteggiatura, è tutto lì, urlato nel microfono, senza possibilità di travisamenti. Era necessario far esplodere quell’implosione, i Litfiba sciamani, evocano visioni con le quali l’ascoltatore potrà tentare di ricostruire la storia che dai suoi protagonisti non viene mai narrata. La musica è espressione artistica, non fa parte della dimensione politica: ne è solo sottofondo, seppur necessario.

«Tutto sulla chiesa in Africa/Tutto tutto sull’obiezione/E le stragi senza nome/Tutte passano da Roma/Autoelogi e insabbiamenti/Funerali,tutti presenti»

Racconta l’Italia, il paese delle meraviglie, nato per volere di Dio e del popolo, che si trova a passare dalla storia affascinante dell’Unità, con Mazzini, Garibaldi e Cavour a quella della P2, dell’organizzazione Gladio, della strategia della tensione, il caso Moro, le Brigate rosse, ai «politici e la malavita, i politici e la bella vita».

maudit-singoloMaudit, maledetto, elencazione granitica di tutto questo, è insieme un’epopea eppure un solo capitolo di quell’immenso volume delle vicende italiane oscurato dalle troppe notti dei tempi.

Potremmo parlare di altre storie, storie che non hanno avuto mai spiegazioni chiare ed esaustive. La notte del 9 maggio 1978. O piazza Fontana. Chi era Borghese, il Golpe? Cosa avvenne davvero nella strage di Ustica, quali i segreti del nostro Stato, della Chiesa. Cosa c’era dietro le stragi del ’92-’93? Dove sono i rifiuti di Napoli e Palermo? Perché nel meridione il tasso tumorale ha raggiunto livelli altissimi? «Pizze pazze e corruzione/Euromafia da esportazione»

Una storia contorta e piena di vuoti.
«Dirti/Tutto tutto sui veleni/E i segreti del Vaticano/Tutto tutto sulle elezioni/Tutto tutto su noi coglioni… E non è tutto»

Una storia di domande la cui risposta si è smarrita da qualche parte nella stanza dei bottoni.

Veronica Talone

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