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mercoledì, 20 settembre, 2017 3:54

Piccola grande speranza azzurra

22 ottobre 2013 Sport

cerri-italiaAlberto Cerri nasce il 16 Aprile 1996 a Parma, città in cui per ora è cresciuto anche calcisticamente. In questi giorni è impegnato negli Emirati Arabi, ai mondiali con l’Under 17 di Zoratto. Un Mondiale che il bomber azzurro sente tantissimo, nonostante non abbia ancora segnato, perché ormai ha già passato due anni, 26 presenze e 12 gol con la squadra di cui è capitano e con cui ha sfiorato già un Europeo.

La società gialloblù crede fortemente nel talento di questo ragazzo che ha fatto tutta la trafila nelle giovanili, vincendo l’anno scorso il campionato Allievi nazionali e trascinando la sua squadra fino alla tripletta in finale contro la Juventus. Proprio negli Allievi, sotto la guida di Cristiano Lucarelli, Cerri ha dimostrato tutto il suo valore e la differenza tra lui e i pari età. I numeri parlano chiaro: ha debuttato in Primavera a quindici anni, in serie A un anno dopo grazie a Donadoni. Ormai da due anni si divide tra giovanili e prima squadra, in cui, questa stagione, milita stabilmente con la 9 sulle spalle. Ghirardi e Leonardi l’hanno blindato e provano a non cedere alle lusinghe delle big italiane, Inter e Juventus su tutte.

tesserino-figc-cerriIl ragazzo è sicuramente uno dei maggiori talenti del panorama italiano; ancora giovanissimo impressiona per doti fisiche, per la sua crescita negli ultimi anni e per la sua determinazione sotto porta. Uno di quegli attaccanti d’area che lotta su tutti i palloni, forte di testa e nelle sponde; un po’ sgraziato, sfrutta il suo fisico possente in qualsiasi modo, per segnare o aprire spazi per i compagni. Uno di quelli che “l’importante è fare gol, non importa come”. Il suo compito diciamo che lo fa benissimo, di testa, di destro e di sinistro non fa differenza, la palla spesso finisce dentro. Si distingue anche per professionalità, con voglia di sacrificio e tanto impegno nel lavoro e negli allenamenti, è un leader anche caratterialmente, vero trascinatore e punto di riferimento per tutti i compagni.

cerri-parmaI margini di miglioramento sono ampissimi, per diventare un campione deve migliorare doti tecniche e movimenti tattici, ma la classe c’è e la strada è quella giusta. Il nostro campionato lo aspetta, l’Europa è lontana ma non un miraggio; il mondo per ora gli ha puntato gli occhi addosso solo per un Mondiale tra le piccole speranze.

Chissà se un giorno il nostro piccolo gigante non vorrà farsi ammirare anche tra i grandi, con quella maglia azzurra ancora addosso in un Mondiale più importante, il più importante. Forse già nel 2018? Stando ai dati attuali, sicuramente sì.

Jacopo Lodolo

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